Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, interviene con durezza sulla gestione governativa, affermando che la presidente Giorgia Meloni ha ampiamente superato il limite dell’ipocrisia. Secondo l’esponente dei Verdi, senza la vittoria del No al referendum, personalità come Bartolozzi, Delmastro e Santanchè sarebbero rimaste al loro posto. La consultazione referendaria rappresenta dunque una sconfitta politica che porta direttamente la firma della premier, poiché è stata lei a promuovere una campagna elettorale costruita su affermazioni fuorvianti, dalla presunta liberazione di pedofili, spacciatori e stupratori fino a scenari del tutto strumentali e infondati.
Bonelli tuttavia sottolinea come la questione più rilevante sia di natura diversa. L’esecutivo e la presidente Meloni, attraverso una massiccia campagna propagandistica, starebbero occultando agli occhi dell’opinione pubblica le gravi difficoltà economiche e sociali che attraversano il territorio nazionale. L’Italia si trova infatti alle prese con fenomeni preoccupanti come la diffusione del lavoro povero, l’impennata dei costi energetici e il collasso della sanità pubblica.
Il governo, prosegue Bonelli, porta avanti politiche che danneggiano l’ambiente e il clima, privilegiando settori come petrolio e gas a discapito delle fonti rinnovabili. Inoltre, l’amministrazione risulterebbe subordinata a una strategia internazionale orientata verso il conflitto armato.
La consultazione referendaria, conclude Bonelli, rappresenta un messaggio esplicito da parte dei cittadini italiani: la governanza non può fondarsi sulla paura e sulla distorsione della realtà, ma deve affrontare frontalmente i veri problemi che affliggono il Paese.
