Di Luca Franceschi
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I rappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato hanno commentato con durezza le recenti dimissioni nel governo Meloni, definendo il crollo di quello che chiamano “il castello della vergogna che ha infangato il buon nome del ministero e di tutta la Giustizia italiana”.
Secondo i pentastellati, Andrea Delmastro si è dimesso con molti mesi di ritardo rispetto alla grave vicenda che lo ha portato alla condanna in primo grado per rivelazione del segreto d’ufficio. Le critiche si concentrano soprattutto sui giorni di “inaccettabile immobilismo” seguiti alla notizia che aveva costituito una società con la famiglia del prestanome e riciclatore del clan mafioso Senese.
Anche Giusy Bartolozzi lascia il suo incarico dopo quella che il M5S definisce “la gravissima vicenda Almasri”, le dichiarazioni considerate inqualificabili contro i magistrati e tre anni di comportamenti descritti come da “ministro ombra” presso il dicastero di via Arenula.
Il Movimento auspica che questo possa essere anche il momento per vedere l’uscita della “pluri-indagata Daniela Santanchè”. I rappresentanti grillini sottolineano come questo sia “il governo Meloni, questa la loro visione della legalità e dell’etica pubblica”.
L’analisi del M5S prosegue evidenziando come l’esecutivo sia rimasto “asserragliato nel Palazzo provando ad abbattere la Costituzione”, per poi cedere “di fronte al fortissimo messaggio di sdegno arrivato dai cittadini italiani”.
I pentastellati concludono affermando che “oggi si chiude il sipario sulle politiche dell’ingiustizia del governo Meloni” e che le prossime elezioni politiche “porteranno una stagione profondamente diversa”.
