(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tutto secondo programma, anche la comunicazione di cortesia da parte del governo italiano al governo austriaco della procedura in via di definitivo perfezionamento da parte del sovrano parlamento nazionale italiano di riforma dello statuto di autonomia del Trentino Alto Adige.
Come sempre ogni impegno del governo Meloni viene mantenuto.
Comunicazione attesa e più volte annunciata quella riferita dall’Agenzia Apa ed espressione di un atto di non dovuto garbo istituzionale che consolida il rapporto fra le due nazioni amiche, Italia ed Austria, a margini del processo legislativo in corso e pur sempre senza interferire con esso.
La chiusura nel 1992 della controversia internazionale accesa negli anni 60 davanti all’ONU era stata accompagnata dal rilascio della quietanza liberatoria da parte dell’Austria con la quale si affermava il principio per cui nel caso di future esigenze di revisione dello statuto di autonomia si procedesse attraverso una più ampia intesa fra lo Stato italiano e le espressioni della minoranza linguistica tedesca sul territorio.
Impegno reciproco che è stato realizzato anche questa volta attraverso il coinvolgimento da parte dello Stato italiano del presidente della Provincia autonoma di Bolzano e della commissione dei sei, ente per sua natura paritetico. Una procedura ormai consolidata.
Come comunicazione di cortesia istituzionale, diventata usuale già in occasione di precedenti revisioni statutarie a conclusione del percorso parlamentare italiano, si aggiunge ora la corrispondenza fra Roma e Vienna che consolida i rapporti di straordinaria relazione internazionale con la Repubblica austriaca, escludendo ogni forma di interferenza con le procedure legislative interne, non esercitando alcun potere vincolante bensì un forte valore morale.
L’atto di revisione statutaria ha compiuto tre dei quattro passaggi previsti, i primi due sono quelli in cui si forma il corpo della legge, grazie ad una sostanziosa attività istruttoria ed ad una fase emendativa, mentre dal terzo passaggio (già svolto) il parlamento italiano è chiamato a votare in blocco, sì o no, come mero atto formale di convalida. È esclusa ogni possibilità di modifica salvo azzerare il percorso legislativo.
Ora manca l’ultimo formale passaggio al Senato.
Il valore di questo risultato raggiunto in mesi di assiduo impegno da parte del governo italiano nelle trattative con le articolazioni locali delle rappresentanze delle diverse comunità linguistiche del territorio altoatesino e del Trentino ora acquista un ulteriore apprezzamento anche da parte della vicina Repubblica, sulla stessa qualità degli obiettivi già raggiunti.
Motivo in più per mostrare orgoglio rispetto al lavoro svolto.
Lo ha dichiarato l’onorevole Alessandro Urzì, relatore alla Camera dei deputati della riforma dello statuto speciale del Trentino Alto Adige
