Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Sironi ha lanciato un duro attacco al governo Meloni sulla gestione della politica energetica, definendo l’esecutivo “delegittimato e senza visione” di fronte alla crisi dei costi energetici che colpisce il Paese.
La parlamentare pentastellata ha sottolineato come lo sconto sulle accise voluto dal governo sia ormai prossimo alla scadenza, con il ritorno ai livelli pieni previsto tra due settimane, aggravato dagli aumenti già introdotti dal primo gennaio.
Secondo Sironi, il problema non si limita al prezzo dei carburanti alla pompa, ma riguarda l’assenza di una strategia complessiva che riesca a coniugare giustizia sociale e transizione ecologica. Gli interventi emergenziali sui carburanti, secondo la senatrice, rappresentano un approccio fallimentare che non riesce né a proteggere efficacemente i cittadini più esposti ai rincari né a guidare il Paese verso un modello energetico più sostenibile.
La parlamentare ha evidenziato come nel frattempo famiglie e imprese continuino a pagare il prezzo di questa mancanza di visione, mentre l’Italia rimane in una situazione di stagnazione economica caratterizzata da tre anni di crescita zero e un calo della produzione industriale.
Sironi ha criticato l’assenza di piani concreti per la mobilità sostenibile, lo sviluppo delle energie rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica, sostenendo che non bastano piccoli aggiustamenti sulle accise per affrontare una crisi strutturale.
La senatrice ha proposto un cambio di approccio radicale, che preveda la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, investimenti significativi nel trasporto pubblico e nelle alternative energetiche pulite, oltre al sostegno per chi rischia di essere penalizzato dalla transizione ecologica.
Particolare critica è stata rivolta al confronto con altri Paesi europei, citando la Spagna come esempio di nazione con condizioni simili all’Italia ma capace di garantire costi energetici significativamente più bassi ai propri cittadini.
La parlamentare ha anche respinto l’idea del nucleare come soluzione immediata, definendola inadeguata per affrontare una crisi che richiede risposte concrete nel presente.
Sironi ha concluso il suo intervento chiedendo al governo di mettere in campo investimenti reali e immediati dopo quella che ha definito una “batosta referendaria”, arrivando a suggerire le dimissioni dell’esecutivo come possibile favore al Paese.
