(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Vigili del Fuoco e rischio PFAS FENALT CHIEDE UNA CAMPAGNA EPIDEMIOLOGICA URGENTE IN TRENTINO.
“Secondo noi c’è la necessità di affrontare la questione in modo strutturato e condiviso, coinvolgendo tutte le figure competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro per affrontare una problematica tanto insidiosa quanto ancora poco visibile ed eventualmente rasserenare gli operatori sull’assenza di rischi” (Maurizio Valentinotti)
La Fenalt interviene con una richiesta formale all’Amministrazione provinciale per accendere un faro su un tema di potenziale rilevanza sanitaria che riguarda il personale dei Vigili del fuoco, fra i quali molti sono gli iscritti al sindacato. Al centro dell’attenzione vi è la possibile esposizione e accumulo di PFAS, sostanze chimiche persistenti già oggetto di allarme a livello nazionale per i loro effetti sulla salute umana nel medio e lungo periodo. A richiamare l’attenzione sul rischio e sulla contaminazione a base di PFAS dei Vigili del Fuoco è stata l’Unione sindacale di base – settore Vigili del Fuoco (USB Pubblico Impiego – Coordinamento Nazionale Vigili del Fuoco: TUTELA DELLA SALUTE DEI VIGILI DEL FUOCO IN TEMA PFAS)
La Fenalt evidenzia come le informazioni emerse in ambito nazionale abbiano posto in luce una presenza significativa di queste sostanze nell’organismo degli operatori del settore. Una situazione che potrebbe derivare, da un lato, dall’utilizzo di liquidi schiumogeni impiegati nelle attività di spegnimento, dall’altro dall’uso continuativo dei dispositivi di protezione individuale, che potrebbero rappresentare un’ulteriore fonte di esposizione.
Alla luce di tali elementi, Fenalt sollecita con urgenza l’attivazione di una specifica campagna epidemiologica, comprensiva di analisi ematiche, rivolta sia al personale in servizio sia a quello in quiescenza. L’obiettivo è duplice: verificare l’effettiva presenza e concentrazione di PFAS nell’organismo degli operatori e, al contempo, fugare eventuali dubbi attraverso dati scientificamente fondati.
“Secondo noi c’è la necessità di affrontare la questione in modo strutturato e condiviso, coinvolgendo tutte le figure competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza al medico competente, fino al responsabile del servizio di prevenzione e protezione e al datore di lavoro” – ha dichiarato Maurizio Valentinotti, Segretario generale Fenalt. Il sindacato propone un approccio integrato che consenta di valutare il rischio e individuare eventuali misure di prevenzione e tutela.
Nel richiamare esplicitamente gli obblighi previsti dal decreto legislativo 81 del 2008 in materia di sicurezza sul lavoro e sorveglianza sanitaria, la Fenalt ribadisce la responsabilità dell’Amministrazione nel garantire la piena tutela della salute dei propri dipendenti. La richiesta è quella di un intervento tempestivo, capace di fornire risposte chiare su una problematica che appare “tanto insidiosa quanto ancora poco visibile ed eventualmente rasserenare gli operatori sull’assenza di rischi” (Valentinotti).
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Maurizio Valentinotti
Segretario generale Fenalt
