Di Luca Franceschi
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Energia, Casasco: “Servono decisioni rapide e mercato unico dell’energia”
“Il problema in Europa è l’impossibilità di assumere decisioni rapide, una questione che il PPE e il vicepremier Antonio Tajani hanno più volte sollevato. La scelta dell’Unione europea di rinviare a luglio la revisione degli Ets dimostra ancora una volta che siamo di fronte a un’Europa che fatica a decidere, proprio quando invece sarebbe necessario intervenire con urgenza. Prima del conflitto il prezzo dell’energia era 106 euro a Mwh, oggi siamo a 160 euro, un aumento del 60 per cento. Nel 2019 l’Ets aveva un costo di 6 euro a tonnellata, oggi di 86 euro, per colpa soprattutto della speculazione”.
Lo ha detto Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia e Responsabile del Dipartimento Economia del partito, ospite a Sky Tg24 Economia.
“L’Italia è la seconda manifattura d’Europa ed è l’unico Paese che, di fatto, si è imposto un auto-dazio dal 2005 attraverso l’Ets. Potremmo citare anche il tema del Cbam, che ho sollevato per primo in Parlamento nel 2024. Altri Paesi non hanno affrontato queste misure nello stesso modo: l’Italia incide per circa l’1% sulle emissioni globali di CO₂, l’Europa per il 7%, mentre Stati Uniti, India e Cina arrivano complessivamente al 55%, senza però porsi gli stessi vincoli”, ha spiegato.
“Bene ha fatto, dunque, il Governo italiano a chiedere un intervento dell’Unione europea sull’Ets. Resta poi aperto il tema della competitività interna: o l’Europa esiste davvero, oppure rischia di non esistere affatto. La Francia, ad esempio, beneficia del nucleare ed è contraria a modifiche dell’Ets perché teme la concorrenza; allo stesso tempo, non possiamo accedere pienamente alle rinnovabili spagnole proprio a causa di blocchi infrastrutturali e politici. La Germania ha dubbi sull’Ets, dovendo gestire una maggioranza interna e ha le centrali a carbone. Quello che serve è una vera integrazione europea: debito comune, un mercato unico dell’energia e un intervento immediato sull’Ets”, ha concluso.
