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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «BOSSI. ROTONDI (FDI): TRASFORMÒ LA PROTESTA IN PROPOSTA, IL MALUMORE IN POLITICA»

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10.30 - venerdì 20 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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Gianfranco Rotondi, deputato di Fratelli d’Italia, affida a un lungo ricordo personale il suo omaggio a Umberto Bossi, pubblicato sul suo blog su Huffington Post. Nel testo, Rotondi ripercorre la figura politica del fondatore della Lega, sottolineando come abbia saputo trasformare il malcontento diffuso nel Nord Italia in un progetto politico strutturato.

Secondo Rotondi, Bossi aveva interpretato il disagio di un Nord stanco della Democrazia Cristiana e insofferente verso le politiche dirigiste provenienti da Roma. Fu proprio a partire da questa consapevolezza che nacque lo slogan “Roma ladrona, la Lega non perdona”, oggi dal sapore storico considerando che la Lega ha ormai sede da decenni nei palazzi del potere romano.

Lo stesso Rotondi riconosce il merito di aver incanalato una protesta potenzialmente pericolosa verso percorsi democratici, attraverso parole d’ordine efficaci e ben costruite come federalismo, autonomia e riforma fiscale. In questo modo, Bossi trasformò la protesta in proposta, il malcontento in militanza consapevole, comportandosi quindi come un vero statista.

L’alleanza con Silvio Berlusconi rappresentò un momento cruciale nella storia della Lega. Inizialmente turbolenta, divenne successivamente scorrevole e persino affettuosa, contribuendo a mantenere il movimento nelle istituzioni e nel governo, rafforzando nel contempo un rinnovato sentimento unitario della nazione. Bossi accompagnò le proprie battute ironiche con un sorriso sornione quando le circostanze richiedevano svolte moderate e governiste.

Tra i meriti riconosciuti da Rotondi vi è la capacità di Bossi di aver formato giovani dirigenti di valore, fra i quali spicca Giancarlo Giorgetti, pienamente all’altezza delle responsabilità assunte.

Rotondi conclude il suo ricordo con immagini vivide della memoria condivisa, evocando sette legislature di impegno parlamentare insieme e una lunga stagione di governo con Berlusconi. Tra i ricordi più forti: Bossi e Buttiglione nel 1994 mentre sottoscrivevano la mozione di sfiducia al primo governo Berlusconi, Umberto a Rho intento a concionare leghisti lombardi, il ministro Bossi a Napoli durante l’emergenza rifiuti mentre cantava in napoletano e gustava pizza dopo pizza. Bossi sfidava chiunque a braccio di ferro, vincendo sempre, e scandiva il suo celebre motto: “mai mullà”, mai arrendersi.

Per Rotondi, Bossi non si è arreso nemmeno stasera: semplicemente ha cambiato dimensione, effettuando un discreto e silenzioso transito dalla cronaca alla storia.

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