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CONSIGLIO PAT * MOZIONE: «PRONTO SOCCORSO, LA GIUNTA ISTITUISCA UN TAVOLO TECNICO PER MIGLIORARE L’ACCOGLIENZA DEI PAZIENTI»

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12.21 - giovedì 19 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Mozione. Implementare all’interno dei pronto soccorso soluzioni organizzative attente alle esigenze dei pazienti fragili approvata dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento nella seduta del 9 maggio 2024.

L’assessore alla salute Mario Tonina, come riportato dall’Adige del 24 febbraio 2024, ha dichiarato il suo impegno a lavorare per ridurre l’affollamento nei pronto soccorso delle strutture ospedaliere trentine, indicando questo fenomeno come uno dei prioritari nella gestione della salute in provincia di Trento.

L’incremento della pressione sui pronto soccorso deriva da una parte dagli accessi non appropriati, dall’altra dalla difficoltà di trasferire i pazienti che richiedono un ricovero verso i reparti adeguati. I pronto soccorso ricevono una vasta gamma di richieste: non solo necessità sanitarie, ma anche esigenze preventive, personali, sociali, giudiziarie, assicurative e amministrative. Nonostante le strutture di pronto soccorso e medicina d’urgenza si siano adeguate per far fronte a queste molteplici richieste, è fondamentale un approccio sistemico e coordinato da parte delle Aziende sanitarie e dell’intero sistema sanitario.

Per valutare l’efficacia dei servizi sanitari, non è sufficiente limitarsi a misurare i tempi di attesa per prestazioni non urgenti, sia ambulatoriali che ospedaliere. È cruciale considerare la complessità del sistema e le molteplici necessità che gli operatori, dal triage fino alla visita vera e propria, si trovano ad affrontare.

 

Nel definire problemi e soluzioni, è vitale coinvolgere direttamente medici e infermieri operanti in emergenza e urgenza. Questo approccio garantisce un uso più mirato delle risorse in funzione della gravità delle richieste sanitarie e promuove la sostenibilità del sistema, anche in termini di condizioni lavorative del personale sanitario.

In attesa della realizzazione degli interventi strutturali necessari a risolvere definitivamente tale problema, è urgente mettere in campo azioni che garantiscano, a ciascun paziente che afferisce ai nostri pronto soccorso, il rispetto della dignità personale in una situazione già critica per la propria salute. Questo significa intervenire per evitare loro esperienze da “girone dantesco” come quelle già vissute ora dai pazienti con codice di minore gravità, costretti ad attendere in situazioni disagiate anche 7-8 ore, prima di vedersi presi in carico effettivamente, molte volte a prescindere dall’età e dallo stato di fragilità.

È evidente che la priorità va sempre data all’urgenza in base all’effettiva gravità della situazione, così come indicata dal triage stesso, ma occorre fare un ragionamento anche in un’ottica complessiva, mettendo in atto percorsi che si facciano carico di particolari fragilità, garantendo loro una priorità proprio per questo loro stato di fragilità.

In questo senso è stata sviluppata la procedura di triage provinciale che prevede l’identificazione del “paziente argento” garantendo, a parità di codice colore, la priorità per i pazienti particolarmente fragili, quali: pazienti diversamente abili, grandi anziani con problematiche di mobilità, pazienti con problematiche neurologiche (demenza, grave Parkinson, Alzheimer, SLA), pazienti con compromissione nelle attività di vita quotidiana, pazienti oncologici in avanzato stato di malattia. Per tali pazienti è previsto che gli operatori si attivino per rendere il percorso diagnostico terapeutico il più rapido possibile, compatibilmente con le priorità dei pazienti più critici.

Si tratta però di una priorità relativa che comporta comunque, a causa dell’attuale pressione in cui versano i nostri pronto soccorso, lunghi tempi di attesa per i codici colore meno gravi, a prescindere dal grado di fragilità.

 

Stante così la situazione, è necessario però cercare di garantire il maggior comfort possibile dei pazienti più fragili in attesa. Le Linee di indirizzo nazionali per la gestione del sovraffollamento in pronto soccorso invitano all’umanizzazione del servizio, facendosi carico anche degli aspetti psicologici, relazionali e sociali dei pazienti. “Ciò comporta l’esigenza di conciliare le politiche di accoglienza, informazione e comfort con l’adozione di percorsi assistenziali specifici”. Nelle procedure di triage provinciale ciò si declina: “gli operatori di supporto garantiscono un attento soddisfacimento dei bisogni di base del paziente”. In che termini non è specificato.

E questo riguardo deve valere anche per i “particolarmente fragili” ma, considerate le comorbidità che l’anzianità porta con sé, è opportuno valutare in tale ottica lo stato di tutti i pazienti over 75, anche di quelli apparentemente meno fragili, che, a causa delle difficoltà dell’età, possono essere messi in situazione di forte disagio dalle lunghe attese in pronto soccorso.

Si pensi ai problemi fisici, cognitivi e psicologici che i grandi anziani possono incontrare in ore di attesa. L’invecchiamento porta a una minore capacità di adattamento e resistenza allo stress e l’attesa prolungata in un ambiente affollato e rumoroso può causare affaticamento e peggiorare condizioni preesistenti. Stare seduti per lunghi periodi può essere doloroso o scomodo per gli anziani con problemi articolari o muscolari. L’accesso ai servizi igienici può risultare difficoltoso e l’utilizzo di barelle non adeguate può causare decubiti. L’ambiente caotico del pronto soccorso può disorientare gli anziani. Problemi di udito o vista possono ostacolare la comunicazione con il personale medico, creando frustrazione e ansia. La complessità delle informazioni mediche e delle procedure può risultare difficile da comprendere per gli anziani, soprattutto se sotto stress. L’attesa in un ambiente sconosciuto e impersonale può causare ansia e solitudine, soprattutto negli anziani che non hanno familiari o accompagnatori. La sensazione di incertezza e la preoccupazione per la propria salute possono alimentare la paura e possono far sentire gli anziani vulnerabili e impotenti.

Per far fronte alle citate problematiche l’Azienda sanitaria deve porsi l’obiettivo di una presa in carico dei pazienti fragili e anziani, non solo da un punto di vista della rapidità ma anche della competenza specialistica, che tenga conto del

 

possibile disagio psichico, fisico e sociale, pianificando le aree di attesa in modo che si possano soddisfare al meglio le esigenze di accoglienza, comfort e informazione di tali categorie di pazienti, quando sottoposti a lunghe attese.

Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

impegna la Giunta provinciale

a istituire un tavolo tecnico diretto a verificare la fattibilità e sostenibilità, sotto il profilo gestionale, organizzativo e strutturale, della implementazione, all’interno dei pronto soccorso, di soluzioni organizzative attente alle esigenze della fragilità.

 

Il Presidente
– Claudio Soini –

I Segretari questori

– Paola Demagri –

– Christian Girardi –

– Roberto Stanchina –

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