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FI – FORZA ITALIA * CAMERA: «GIUSTIZIA: LIBRANDI E DE GREGORIO, “SEPARAZIONE CARRIERE NON SOTTRAE PM ALLA LEGGE. SCHLEIN STUDI LA COSTITUZIONE”»

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19.10 - mercoledì 18 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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GIUSTIZIA: LIBRANDI E DE GREGORIO, “SEPARAZIONE CARRIERE NON SOTTRAE PM ALLA LEGGE. SCHLEIN STUDI LA COSTITUZIONE”

“Sulla riforma della giustizia e sulla separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri si continua a fare confusione, anche ai massimi livelli politici. Le affermazioni della segretaria del Pd Elly Schlein, secondo cui con la vittoria del sì i pm finirebbero sotto il controllo del governo, non trovano alcun riscontro nell’ordinamento italiano”.
Lo affermano Gianfranco Librandi, vicesegretario regionale di Forza Italia in Campania, e l’avvocato Giuseppe De Gregorio, responsabile giustizia di Forza Italia in Campania.
“Con la riforma – sottolineano – resta pienamente in vigore l’articolo 112 della Costituzione, che prevede l’obbligatorietà dell’azione penale. Questo significa che il pubblico ministero ha il dovere di esercitare l’azione penale ogni volta che riceve una notizia di reato, senza alcuna possibilità di essere indirizzato o fermato da scelte politiche. Parlare di pm assoggettati al governo è semplicemente falso”.
“Il Pubblico Ministero risponde solo alla legge, esattamente come il giudice. L’articolo 112 della Costituzione impone al pm di non poter ignorare una notitia criminis: è obbligato ad avviare le indagini per verificarne la fondatezza e individuare eventuali responsabilità”, spiega De Gregorio.
“Il confronto con altri Paesi europei viene spesso utilizzato in modo improprio. In Francia, come in molte democrazie occidentali, la separazione delle carriere esiste già, ma il sistema è diverso e non prevede l’obbligatorietà dell’azione penale come in Italia. Nonostante ciò, nessuno può sostenere che non vi sia indipendenza della magistratura, come dimostrano anche vicende giudiziarie che hanno coinvolto figure di primo piano come l’ex presidente Sarkozy”.
“Alla segretaria Schlein – proseguono – suggeriamo di rileggere la Costituzione e di approfondire il funzionamento del sistema giudiziario italiano. La separazione delle carriere, peraltro, è stata storicamente una battaglia anche della sinistra, oggi rinnegata per ragioni politiche contingenti”.
“Colpisce, a questo proposito, una certa amnesia selettiva. Negli anni passati esponenti di primo piano della stessa area politica sostenevano posizioni oggi completamente ribaltate: Debora Serracchiani ha riconosciuto di aver firmato nel 2019 una mozione a favore della separazione delle carriere, salvo poi opporsi alla riforma attuale . E nel dibattito pubblico è stato più volte ricordato come anche il nonno di Elly Schlein, esponente socialista, considerasse questa riforma necessaria . Evidentemente, più che un cambio di idea, siamo di fronte a un curioso caso di smemoratezza politica: ieri riforma di civiltà, oggi pericolo per la democrazia. Forse non è cambiata la riforma, ma solo la convenienza.”
“Qui non siamo di fronte a una disputa elettorale – concludono – ma a una riforma che riguarda diritti fondamentali, la libertà e la dignità delle persone. Ogni anno centinaia di cittadini vengono coinvolti in procedimenti che si rivelano infondati dopo anni, con conseguenze devastanti sul piano personale e familiare. Ridurre il rischio di errori giudiziari significa rafforzare le garanzie, soprattutto per i più deboli. È questo lo spirito della riforma”.

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