Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle solleva interrogativi concreti sulle azioni diplomatiche del governo italiano nella crisi mediorientale, chiedendo chiarimenti sulle iniziative negoziali intraprese attraversi i canali diplomatici mantenuti attivi tra Roma e Teheran.
I pentastellati pongono l’accento sulla necessità di fare pressioni concrete su Stati Uniti e Israele per fermare un conflitto che considerano scatenato da questi due paesi. Secondo la posizione espressa dai capigruppo delle Commissioni Esteri e Difesa, il governo dovrebbe abbandonare quello che definiscono un atteggiamento passivo e servile di compartecipazione al conflitto.
Particolare attenzione viene rivolta al ruolo della base di Sigonella, accusata di fornire supporto logistico e di intelligence a quella che viene definita una guerra illegale. Il M5S chiede che questo supporto venga negato, sostenendo che contrasta con il diritto internazionale e quindi con i principi costituzionali italiani.
La seconda richiesta specifica riguarda la denuncia dell’invasione israeliana del sud del Libano, considerata illegale. I rappresentanti del Movimento sottolineano come questa situazione metta in serio pericolo i 1.300 soldati italiani dispiegati proprio sulla linea del fronte.
La dichiarazione è stata rilasciata congiuntamente dalla senatrice Alessandra Maiorino e dai deputati Francesco Silvestri e Bruno Marton, rispettivamente capigruppo M5S delle Commissioni Esteri e Difesa di Senato e Camera.
