Di Luca Franceschi
///
Secondo il senatore Antonella Zedda di Fratelli d’Italia, vicepresidente del gruppo di Palazzo Madama, la rivelazione pubblicata da Il Tempo riguardante l’esistenza di una rete digitale che collegherebbe gli anarchici italiani con i loro omologhi internazionali rappresenta una questione di rilevante importanza per la sicurezza nazionale. Il quotidiano ha documentato l’operatività di un sistema che si avvale di canali Telegram, integrato da blog e siti militanti, attraverso i quali circolerebbero comunicati, campagne e materiali provenienti dai diversi circuiti eversivi.
Ciò che desta particolare preoccupazione, secondo Zedda, è l’estensione di questa rete oltre i confini nazionali, con la formazione di una struttura transnazionale dell’eversione caratterizzata da collegamenti anche con ambienti del fondamentalismo islamico. Attacchi alla rete ferroviaria italiana avrebbero sfruttato proprio questa infrastruttura digitale di comunicazione.
La senatrice sostiene che queste circostanze dovrebbero indurre tutti gli attori politici ad adottare una maggiore moderazione nel dibattito pubblico, riportando il confronto politico su questioni concrete piuttosto che su toni accesi e divisivi. Tuttavia, afferma, il fronte del No al referendum avrebbe proceduto in direzione opposta, incrementando continuamente i livelli di tensione attraverso affermazioni come quella del magistrato Gratteri che associerebbe il voto affermativo alla criminalità, oppure le dichiarazioni di Giuseppe Conte sui calci in faccia al governo.
Questo atteggiamento, secondo Zedda, testimonia una preferenza della sinistra nel mantenere elevati i toni pur di recuperare consenso elettorale, un comportamento definito come cinico e meritevole di ferma condanna. La senatrice esprime gratitudine verso Il Tempo per la sua opera di denuncia quotidiana delle derive estremistiche e della vicinanza a posizioni filoislamiche in certi ambienti di sinistra e nei gruppi extraparlamentari, ai quali verrebbe rivolto uno sguardo caratterizzato da ambiguità.
Zedda conclude affermando che le questioni sollevate da questa inchiesta giornalistica rappresentano un ulteriore motivo per votare sì al referendum, al fine di confermare che gli italiani ripongono fiducia in una politica capace di dialogare con il linguaggio della concretezza piuttosto che con quello del livore e dell’odio.

