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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «REFERENDUM, D’ORSO (M5S): GIÀ UN ANNO FA GOVERNO CONFESSÒ VERE FINALITÀ RIFORMA»

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15.40 - sabato 14 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia, ha rilanciato le critiche alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere, sostenendo che il governo Meloni avrebbe già rivelato le vere intenzioni dietro questa proposta normativa.

Secondo D’Orso, esattamente un anno fa iniziarono ad emergere le prime dichiarazioni che svelerebbero gli obiettivi reali della riforma: mettere la magistratura sotto il controllo della politica. La deputata fa riferimento a quanto dichiarato il 14 marzo 2024 dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Foglio.

In quella circostanza, Delmastro aveva espresso timori riguardo alla riforma, spiegando che separare i pubblici ministeri dai giudici e assegnare loro un proprio Consiglio Superiore della Magistratura avrebbe potuto produrre effetti controproducenti. Il sottosegretario aveva paventato il rischio di accentuare una predisposizione “iper-accusatoria” dei PM, suggerendo che l’unica soluzione sarebbe stata poi quella di collocarli sotto il governo o privarli del potere di impulso sulle indagini.

D’Orso interpreta queste dichiarazioni come la conferma che alla separazione delle carriere seguirebbe inevitabilmente la collocazione dei pubblici ministeri sotto il controllo della politica e del governo, secondo un modello che la deputata definisce diffuso nel mondo.

A supporto di questa tesi, la capogruppo M5S cita anche le posizioni espresse successivamente dal ministro della Giustizia Nordio, che avrebbe spiegato come la riforma serva a garantire alla politica libertà di azione e un primato sulla magistratura. Viene inoltre menzionato il vicepremier Tajani, che si sarebbe dichiarato favorevole a togliere ai PM la direzione della polizia giudiziaria.

La deputata collega queste posizioni alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Meloni, secondo cui la riforma rappresenterebbe la risposta più adeguata a quella che viene definita un’intollerabile invadenza della magistratura, descritta come “plotoni di esecuzione” utilizzando un’espressione attribuita a Bartolozzi.

D’Orso riconosce al governo di essere stato molto esplicito riguardo alle proprie intenzioni, nonostante quello che definisce l’invito della deputata Matone a non rendere pubbliche queste considerazioni.

La conclusione della deputata del Movimento 5 Stelle è netta: per preservare gli equilibri tra i poteri della democrazia italiana, l’unico voto possibile al referendum sulla separazione delle carriere è il “No”.

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