Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia critica l’esposizione di una gigantografia dell’ayatollah Khamenei presso una moschea nel quartiere Tuscolano di Roma. Secondo quanto sostengono le parlamentari Ester Mieli e Sara Kelany, l’immagine del leader supremo iraniano, presentato come un “martire”, rappresenta un atto inaccettabile nel contesto della capitale italiana.
Le due esponenti del partito guidato da Giorgia Meloni evidenziano che l’episodio non costituisce un fatto isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio e organizzato. Dietro la moschea in questione opererebbero, secondo la loro denuncia, una rete di quattordici centri islamici sciiti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Questi centri si sarebbero ufficialmente schierati a favore della “nuova Guida della Rivoluzione” iraniana, manifestando il loro orientamento attraverso canali pubblici e comunicati ufficiali.
Mieli e Kelany precisano che ciò che viene portato avanti non rientra nell’esercizio della libertà religiosa, ma rappresenta piuttosto un’attività di propaganda politica. Le due parlamentari ribadiscono il loro impegno nel continuare a denunciare quanto accade, affermando di agire senza timore e perseveranza. Il loro proposito, sostengono, è dettato da un dovere verso sé stessi e verso i cittadini iraniani che quotidianamente si espongono a rischi per lottare a favore della libertà, diritti che il regime di Teheran sistematicamente nega.
Le parlamentari concludono esprimendo solidarietà verso la popolazione iraniana, considerando il coraggio dimostrato da chi si oppone al regime come un esempio di valore per tutti.
