Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai, Dario Carotenuto, solleva interrogativi sulla presenza di Antonino Monteleone a un evento referendario schierato per il sì, sollevando questioni sulla compatibilità di tale partecipazione con il suo ruolo nel servizio pubblico televisivo.
Carotenuto evidenzia come il giornalista continui a percepire compensi dalla Rai nonostante il suo programma su Rai 2 abbia registrato risultati deludenti in termini di ascolti. Il parlamentare pentastellato ricorda l’esistenza di una circolare che dovrebbe impedire ai giornalisti del servizio pubblico di prendere parte a iniziative di carattere politico.
La questione centrale sollevata riguarda l’applicazione delle regole interne alla Rai: se tali norme esistono, dovrebbe essere chiarito il loro funzionamento effettivo. Il dubbio espresso è se queste disposizioni si applichino esclusivamente ai dipendenti diretti, escludendo chi opera con tipologie contrattuali diverse, creando così una distinzione che appare priva di logica.
Un altro aspetto critico evidenziato riguarda una presunta applicazione selettiva delle regole: rigorose quando coinvolgono voci contrarie al referendum e apparentemente trascurate quando i protagonisti risultano allineati alle posizioni del governo guidato da Giorgia Meloni.
Carotenuto si interroga ironicamente sulla possibilità che nei contratti di figure come Monteleone sia prevista una specifica clausola che autorizza la promozione del sì referendario. Il rappresentante del M5S conclude definendo la situazione “deprimente” e rivolgendosi direttamente alla dirigenza Rai, chiedendo se l’azienda di viale Mazzini intenda intervenire sulla questione.
