Di Luca Franceschi
///
Il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto. In quest’ottica, la Provincia autonoma di Bolzano intende promuovere centri di riuso dei materiali per dare una seconda vita a materiali e oggetti che altrimenti finirebbero nella spazzatura. Queste strutture rientrano negli interventi di prevenzione dei rifiuti e saranno previste anche nel prossimo Piano provinciale gestione rifiuti.
Per rendere il futuro più sostenibile, occorre considerare i materiali come una risorsa preziosa e sviluppare le condizioni quadro per il loro riciclaggio. La Provincia sta già portando avanti diversi approcci di economia circolare in Alto Adige, come il centro REX-Materiali e Cose a Bressanone, il TuttoQui a Lana e il Centro di riuso di Bolzano, come evidenzia Giulio Angelucci, direttore dell’Ufficio Gestione rifiuti della Provincia.
L’Ufficio Gestione rifiuti, in collaborazione con l’iniziativa Materialinitiative Südtirol, ha recentemente raccolto spunti per il futuro orientamento del riutilizzo dei materiali in Alto Adige durante una visita a due centri di riuso a Bologna. Dopo una simile missione in Svizzera nel 2025, anche questo viaggio di studio nel capoluogo emiliano è servito a informarsi sulle migliori pratiche per il riuso dei materiali. Vi hanno partecipato i fondatori dell’iniziativa Materialinitiative Südtirol, rappresentanti dell’Ufficio Gestione rifiuti, dell’Ufficio per la Tutela dei minori e l’inclusione sociale, delle aziende municipalizzate di Bolzano e Bressanone, dei centri tutela consumatori e del settore scolastico.
La prima tappa è stata l’area del riuso Second Life, struttura del Comune di Bologna gestita da una cooperativa. Qui è possibile consegnare oggetti usati in buono stato, che vengono smistati e, se in buone condizioni, accettati, registrati, stoccati in magazzino e poi messi a scaffale, offerti gratuitamente mediante un sistema a punti. Successivamente, la delegazione si è recata alla cooperativa ReMida, sempre a Bologna, che recupera gli scarti di produzione delle aziende e li mette a disposizione in un magazzino, soprattutto alle scuole, per realizzare lavoretti. Ogni scuola paga un determinato importo all’anno e può ritirare regolarmente il materiale necessario.
Le aziende visitate contribuiscono a ridurre lo spreco di risorse, creano cicli di vita dei materiali dinamici e promuovono la consapevolezza del valore dei materiali. È evidente che l’economia circolare non solo è ecologicamente sensata, ma stimola anche la creatività e l’innovazione, come rileva Elisa Poznanski, referente dell’Ufficio Gestione rifiuti.
