Di Luca Franceschi
///
Preoccupazione per i ritardi governativi sui principali strumenti di sostegno agli investimenti industriali. A denunciare la situazione è Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Pd, che fa proprie le criticità segnalate da Marco Nocivelli, vice presidente di Confindustria per le Politiche Industriali.
L’iperammortamento rappresenta uno strumento cruciale per la competitività del sistema produttivo italiano, eppure i decreti attuativi avrebbero dovuto essere emanati già all’inizio di gennaio. A metà marzo le imprese non dispongono ancora di alcuna certezza sui tempi di implementazione. Le aziende che avevano programmato investimenti sono costrette ad attendere, con ordini fermi e preventivi ormai scaduti. Un ritardo di oltre due mesi su uno strumento di tale importanza risulta semplicemente inaccettabile.
La situazione si presenta ancora più critica sul fronte di Transizione 5.0. Il governo aveva solennemente garantito che nessuna azienda sarebbe rimasta esclusa dopo la chiusura anticipata e inaspettata dello scorso anno. Tale promessa rimane tuttora non mantenuta. Sebbene manchino risorse relativamente contenute per coprire le domande rimaste fuori, l’esecutivo continua a tergiversare mentre gli investimenti restano congelati.
Questo scenario si sviluppa in uno dei momenti più difficili per la manifattura nazionale. Il 2025 segna il terzo anno consecutivo di calo della produzione industriale. Il conflitto in Iran ha innescato un’impennata dei prezzi dell’energia che comprime ulteriormente i margini delle imprese italiane, già più esposte rispetto a quelle dei principali concorrenti europei alla volatilità dei mercati energetici.
I continui stop and go sugli strumenti di politica industriale non costituiscono una semplice disfunzione amministrativa, ma rappresentano un danno economico concreto, che scoraggia gli investimenti e indebolisce la capacità competitiva del Paese proprio quando sarebbe necessario l’esatto contrario. L’emergenza economica legata alla guerra in Iran dovrebbe spingere l’esecutivo ad accelerare, non a rallentare il sostegno agli investimenti delle imprese.
La richiesta è perentoria: emanazione immediata dei decreti attuativi sull’iperammortamento e copertura delle risorse necessarie a chiudere definitivamente la questione di Transizione 5.0. Non si tratta di rivendicazioni straordinarie, bensì di impegni assunti dal governo e non ancora mantenuti.
