(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La risposta del Ministero del Lavoro alla mia interrogazione sulle condizioni di lavoro dei rider è del tutto insoddisfacente. Si rivendicano meriti che semplicemente non esistono, omettendo invece di ricordare quanto fatto nel 2019 dal Governo Conte II per riconoscere diritti e tutele ai ciclofattorini.
Ancora più grave è il silenzio su una scelta precisa dell’attuale maggioranza: con il decreto Lavoro 2023 è stato infatti alleggerito l’obbligo di trasparenza per le aziende che utilizzano algoritmi nella gestione dei lavoratori. Una direzione opposta rispetto a quella di cui il settore avrebbe bisogno.
Dopo il commissariamento di Foodinho-Glovo e Deliveroo ci aspettiamo atti concreti e non propaganda. Il Governo proceda senza ulteriori ritardi all’emanazione del decreto legislativo che attua la direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme, riconoscendo i rider come lavoratori subordinati.
Allo stesso tempo è necessario introdurre il salario minimo, valorizzando davvero, e non solo a parole, la contrattazione collettiva di qualità. Solo così si possono garantire dignità, diritti e tutele a migliaia di lavoratori della gig economy”.
Lo afferma la deputata del M5S in commissione Lavoro Valentina Barzotti.
