(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Le dimissioni di Alessandro Tortato dal Consiglio di indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice sono l’ennesima prova che la nomina di Beatrice Venezi rappresenta una scelta fatta in sfregio ai lavoratori e al prestigio di uno dei teatri lirici più importanti del mondo.
A dimettersi dovrebbe essere chi ha nominato Venezi.
Tortato, musicista nominato dal Ministero della Cultura nel gennaio 2025, lascia denunciando un clima diventato ormai apertamente politico attorno alla nomina di Beatrice Venezi come direttore musicale.
Una nomina che è stata accompagnata da dichiarazioni gravissime contro il teatro, i suoi musicisti e il suo pubblico.
Abbracciare chi parla della Fenice come di un teatro con “gestione anarchica”, definisce orchestrali e coristi “pippe il cui massimo titolo è il battesimo” o ridicolizzare il pubblico veneziano non è solo offensivo: è un attacco diretto alla dignità di lavoratrici e lavoratori che hanno costruito negli anni il prestigio internazionale del teatro.
Professionisti selezionati con concorsi durissimi, riconosciuti nel panorama musicale mondiale.
Ancora una volta si conferma la logica che ha guidato questa scelta: non valorizzare il teatro, ma piazzare un’amica di Giorgia Meloni, a costo di calpestare professionalità, autonomia delle istituzioni culturali e il rispetto dovuto a chi ogni giorno fa vivere quel palcoscenico.
Una vergogna internazionale.
Così gli esponenti M5S in commissione cultura.
