Di Luca Franceschi
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Il deputato Alessandro Amorese, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura, ha espresso una dura critica nei confronti del procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, accusandolo di aver oltrepassato i limiti della correttezza durante la campagna referendaria sulla riforma della giustizia.
Secondo Amorese, Gratteri avrebbe compiuto diversi comportamenti censurabili nel corso delle settimane precedenti il referendum. In primo luogo, il magistrato avrebbe diffuso dichiarazioni false attribuite al giudice Falcone senza verificarle preliminarmente. In secondo luogo, avrebbe delegittimato gli elettori intenzionati a votare Sì associandoli a imputati, indagati e rappresentanti della massoneria deviata.
Il culmine della vicenda riguarda le presunte minacce dirette alla redazione de Il Foglio, successivamente a una controversia legata a una canzone di Sal Da Vinci. Secondo il racconto di Amorese, Gratteri avrebbe pronunciato frasi intimidatorie nei confronti del quotidiano, affermando che “dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti” e ancora “tireremo una rete”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha espresso la sua ferma condanna nei confronti di quello che definisce come un tentativo di limitare la libertà di stampa, dichiarandosi pienamente solidale con la redazione del giornale. Ha inoltre ritenuto opportuno sottolineare come tali parole risultino particolarmente gravi considerando il ruolo istituzionale ricoperto da Gratteri.
Amorese ha lanciato un appello affinché l’Ordine dei giornalisti intervenga con sollecitudine sulla questione e ha auspicato che l’intera comunità politica stigmatizzi pubblicamente le dichiarazioni del magistrato, ritenendole un pericolo per i principi democratici fondamentali del Paese.
