Di Luca Franceschi
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Gimmi Cangiano, deputato di Fratelli d’Italia, ha presentato una proposta di legge alla Camera dei Deputati con l’intento di riordinare il sistema di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. L’iniziativa si inserisce nel contesto delle riforme universitarie avviate di recente dal Parlamento e punta a superare definitivamente il numero chiuso, creando un assetto più equilibrato e trasparente nel panorama accademico italiano.
La proposta si concentra in particolare sulle università non statali legalmente riconosciute, che rappresentano una componente rilevante del sistema universitario nazionale e svolgono un ruolo significativo nella preparazione dei futuri professionisti del settore medico. L’obiettivo principale è harmonizzare le regole di accesso fra i diversi atenei, incrementare la trasparenza nelle procedure di selezione e promuovere una maggiore circolazione degli studenti tra le istituzioni statali e non statali, mantenendo nel contempo il rispetto della programmazione nazionale e degli standard qualitativi della formazione medica.
Secondo Cangiano, la formazione dei medici rappresenta una questione strategica per lo sviluppo futuro del sistema sanitario italiano. Per questa ragione risulta essenziale strutturare un assetto universitario sempre più integrato, capace di valorizzare tutte le eccellenze accademiche presenti nel territorio nazionale e di offrire ai giovani studenti percorsi formativi chiari, credibili e di elevato standard qualitativo.
La conferenza stampa di presentazione della proposta ha visto la partecipazione di Enrico Gherlone, Rettore dell’Università San Raffaele di Milano, Giorgio Zauli, già Rettore dell’Università di Ferrara, Giovanni Cuda, Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.
