Di Luca Franceschi
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La nascita dell’intergruppo parlamentare dedicato al referendum rappresenta una chiara dimostrazione che la questione non oppone governo e opposizione, bensì riguarda un tema trasversale di giustizia e responsabilità nazionale che coinvolge l’intero Parlamento. Secondo quanto dichiarato da Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e promotore dell’iniziativa, la riforma in discussione non rappresenta un attacco alla magistratura, quanto piuttosto un’opportunità per consolidare l’autonomia dei magistrati e modernizzare complessivamente il sistema giudiziario, affrontando distorsioni che da decenni ostacolano cambiamenti profondi.
La separazione delle carriere, già in vigore nella maggioranza dei Paesi europei nonché in democrazie consolidate come il Regno Unito e gli Stati Uniti, viene presentata come uno strumento di equilibrio e garanzia. Analogamente, l’introduzione del sorteggio per la composizione del Csm risponde all’esigenza di contrastare dinamiche correntizie che potrebbero minacciare l’applicazione del merito e la libertà decisionale dei magistrati nell’esercizio delle loro funzioni.
Il referendum, secondo Mollicone, appartiene ai cittadini italiani e non costituisce proprietà di una specifica parte politica. Per questo motivo il Parlamento intende promuovere un dibattito ampio e inclusivo, con una iniziativa prevista alla Camera il 17 marzo, pensata per coinvolgere attivamente parlamentari, giuristi, avvocati e magistrati in una riflessione complessiva.
Solleva preoccupazioni, tuttavia, il clima che emerge da alcune redazioni giornalistiche, dove vengono registrati atteggiamenti di censura o veti nei confronti di esponenti dell’opposizione che hanno legittimamente scelto di sostenere il sì al referendum. Tale comportamento viene giudicato ingiusto e contrario ai principi costituzionali, che garantiscono ai parlamentari assoluta libertà di espressione e assenza di vincoli di mandato. L’auspicio è che il pluralismo e la libertà di dibattito trovino completo spazio anche nel contesto mediatico, garantendo ai cittadini una rappresentazione esaustiva e imparziale di un referendum che per sua natura transcende le divisioni partitiche.
