(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il combinato disposto tra il prezzo del petrolio e quello del gas, entrambi alle stelle, rischia di creare danni irreparabili alla nostra economia. Il dl Bollette arrivato all’esame della Camera era di fatto inconsistente e fiacco già prima dei raptus bellici di Trump e Netanyahu: a leggerlo ora ci si rende conto di avere davanti un provvedimento defunto.
Di fronte alle conseguenze shock del conflitto in Medio Oriente, questa volta il governo non se la può cavare solo con uno striminzito bonus elettrico per le famiglie e col dibattito lezioso sugli Ets. Come serve un taglio drastico delle accise sui carburanti, sono necessarie misure di ben altra fattura sul fronte energetico.
A tal proposito, questa guerra ha letteralmente disintegrato la retorica meloniana dell’Italia “hub del gas del Mediterraneo” e dell’occhio perennemente strizzato dalle destre al fossile. Non c’è solo la questione ambientale: l’autolesionismo economico di certe scelte è lampante.
In particolar modo, aver legato il nostro paese al Gnl si sta rivelando una strategia suicida: ora che dal Qatar non ne arriverà più, il rischio è di dover andare ancora una volta a bussare allo studio ovale di Donald Trump, lo stesso che zavorra le nostre imprese con i dazi, che ci costringe a comprare armi Usa a man bassa e che scatena guerre senza neanche mandarci un sms.
Meloni e Fratin, tra promesse irrealizzabili sul nucleare e porte costantemente chiuse agli investimenti in rinnovabili, hanno portato l’Italia su un crinale energetico oltremodo pericoloso, e questi sono i risultati.
