(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
La pubblicazione – nella giornata di ieri – degli esiti del test preselettivo del concorso di coadiutore amministrativo scolastico ha destato non poca apprensione tra i candidati. Cosa è successo? I candidati, anche a fronte di un superiore a 18/30, si sono trovati la dicitura esame non superato, in breve tempo si è diffuso un certo malcontento e, soprattutto, lo sconcerto per il timore di essere fuori anche dalla possibilità di futuri incarichi a tempo determinato.
in realtà il bando era chiaro: per superare il test pre-selettivo ed essere ammessi alla successiva prova scritta, era necessario ottenere un punteggio superiore a 18/30; il bando stesso esplicitava poi che solo i primi 300 sarebbero stati ammessi alla prova scritta o, qualora ci fosse stato e così è stato, un pari merito sul punteggio del candidato numero 300 sarebbero stati ammessi alla successiva prova tutti i candidati con quella votazione.
Chi quindi si è trovato con una valutazione di 25.6 è stato ammesso a sostenere la prova scritta, i candidati con punteggio inferiore invece sono stati esclusi.La preoccupazione forte che subito si è diffusa era legata all’esclusione anche dalla graduatoria per gli incarichi a tempo determinato che, secondo il bando deve includere tutti coloro che abbiano superato la pre-selettiva avendo ottenuto punteggio di almeno 18/30. S
gombriamo il campo e solleviamo dallo sgomento diffuso: tutti coloro che hanno ottenuto almeno 18/30 verranno inseriti nella graduatoria della preselettiva che verrà utilizzata per assegnare futuri incarichi a tempo determinato, peraltro prevedendo la graduazione secondo l’esito del test. Molti di questi candidati lavorano da molti e/o moltissimi anni nelle segreterie dei nostri Istituti, la loro esperienza non conta per nessuno.
Possibile che un Dipartimento istruzione, che vanta prerogative ‘ministeriali’ non possa pensare a Graduatorie d’Istituto (sul fac simile di quelle per i docenti) per ciascun profilo professionale in cui vengano riconosciuti titoli culturali e, soprattutto, di servizio? Uil Scuola lo chiede da tempo, al pari di veri e propri concorsi di stabilizzazione (dopo 36 e più mesi di servizio serve ancora essere sottoposti alle forche caudine di un esame?).
La Pat investa sull’organico dell’ufficio reclutamento perché il sotto organico danneggia l’intero sistema!
*
Monica Motter
Segreteria Uil Scuola Trento
