(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Oltre che per le conquiste politiche, sociali ed economiche, l’emancipazione femminile è passata anche attraverso la pratica dello sport, che diventa nel tempo, per molte donne, un vero e proprio spazio di libertà.
Paolo Mieli e la professoressa Patrizia Gabrielli ne parlano a “Passato e Presente”, in onda sabato 7 marzo alle 20.30 su Rai Storia.
Durante il ventennio fascista, vari circoli come L’Opera nazionale balilla, il Dopolavoro, i gruppi universitari fascisti agevolano la donna sportiva, ma a prevalere è un approccio propagandistico, perché sul piano culturale il regime continua ad ammonire le donne a essere innanzitutto buone mogli e buone madri.
L’Italia del dopoguerra cerca di cambiare passo e di riconoscere allo sport femminile un pieno e libero sviluppo, ma sono solo gli anni ’60 e soprattutto i ’70 quelli che vedono l’affermazione nello sport di donne capaci di vincere anche in ambito internazionale e di strappare agli uomini un crescente spazio di visibilità in televisione e sui giornali.
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