Di Luca Franceschi
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Secondo il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, l’inchiesta della Procura di Ravenna ha portato alla luce una situazione estremamente preoccupante. Tra settembre 2024 e gennaio 2026, sono stati accompagnati in reparto 64 migranti irregolari destinati al trattenimento nei Cpr presso il reparto di Malattie Infettive, di cui 34 dichiarati non idonei e altri 10 che avrebbero rifiutato la visita medica. Se le ipotesi degli inquirenti dovessero essere confermate, non si tratterebbe di semplici episodi isolati, ma di un sistema strutturato volto a eludere la normativa statale e impedire l’esecuzione dei provvedimenti di trattenimento.
Barcaiuolo sottolinea come l’utilizzo della professione medica per distorcere la legge seguendo un disegno ideologico rappresenterebbe un fatto agghiacciante. Non si tratterebbe di disobbedienza civile, ma di azioni che metterebbero a rischio la sicurezza dei cittadini, considerato che nelle strutture di trattenimento sono reclusi soggetti con precedenti penali e un grado di pericolosità sociale documentato. A conferma di ciò, molti dei migranti rimessi in libertà avrebbero successivamente commesso nuovi reati contro la persona.
Ancora più inquietanti risultano i messaggi emersi dalle chat oggetto dell’indagine. Nel materiale esaminato figurerebbero insulti e espressioni denigratorie rivolte alle forze dell’ordine e alle istituzioni dello Stato, manifestazioni di un chiaro atteggiamento ostile verso l’autorità costituita.
Barcaiuolo ripone fiducia nel lavoro della magistratura e degli inquirenti perché venga completamente chiarita la vicenda. Qualora le responsabilità venissero accertate, sarà indispensabile intervenire con fermezza e verificare che simili sistemi non si sviluppino in altri contesti. La legalità, sostiene, non può essere aggirata da coloro che, mossi da convizioni ideologiche, decidono di trasformare l’esercizio della professione medica in uno strumento per ostacolare l’azione dello Stato e compromettere la sicurezza collettiva.
