(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Le recenti notizie di un potenziale salto di specie del virus dell’aviaria in alcune regioni del Nord Italia e la situazione scandalosa in cui versa il nostro Servizio sanitario nazionale rivelano uno scenario allarmante.
Come già evidenziato ad inizio anno nel rapporto della Fondazione Gimbe sulla manovra 2026, sebbene si registri un aumento apparente dei fondi, c’è un gap di 6,8 miliardi rispetto alle necessità reali.
Le risorse sono chiaramente insufficienti, costringendo le Regioni a scegliere tra ulteriori tagli dei servizi o aumenti delle tasse.
Il governo avrebbe dovuto trarre insegnamento dalle crisi passate, invece continua a depotenziare il nostro SSN, che deve fare i conti con gravi carenze.
Alla luce delle ultime notizie in merito al virus dell’influenza aviaria, poi, la preoccupazione aumenta.
La capacità del virus di effettuare il salto di specie mette in discussione l’efficacia delle nostre contromisure.
Se questo virus dovesse mutare, mi chiedo se il nostro SSN sarebbe in grado di affrontare un’emergenza sanitaria in condizioni già estreme e peraltro senza un piano pandemico, dal momento che il governo Meloni non ha ancora dotato il Paese di questo strumento.
Auspico che l’esecutivo intervenga in questo senso, ma anche con stanziamenti all’altezza per aumentare i posti letto e assumere personale sanitario.
Vorremo vedere, per la sanità pubblica, la stessa urgenza con cui il governo finanzia le strutture private.
