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CGIL CISL UIL – TRENTINO * RILANCIO INDUSTRIA E INNOVAZIONE – TAVOLO PAT : «SÌ AD UN’OCCUPAZIONE DI MAGGIORE QUALITÀ, PER PROFILO RETRIBUTIVO E VALORIZZAZIONE»

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09.00 - domenica 22 febbraio 2026
(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Domani, lunedì 23, si riunirà per la prima volta il tavolo provinciale per il rilancio dell’industria e dell’innovazione annunciato dal presidente della Giunta provinciale in sede di presentazione della manovra finanziaria per il 2026. La scelta dell’Esecutivo ha fin da subito incontrato la nostra condivisione, dal momento che da tempo sollecitavamo la Giunta ad attribuire la giusta attenzione al comparto manifatturiero e del terziario avanzato non sottovalutando segnali di rallentamento e crisi, ma mettendo in atto un cambio di passo attraverso interventi e misure più adeguate ad interpretare una nuova fase di sviluppo per il nostro territorio.
Quello di domani, dunque, nei nostri auspici deve diventare un tavolo di confronto concreto, aperto e fattivo nella convinzione che lo sviluppo e la competitività della nostra terra, come abbiamo sempre sostenuto, non possono prescindere da un’industria forte e da servizi sempre più innovativi.
Qui la questione non è – e per quanto riguarda il sindacato confederale non lo è mai stata – alimentare una contrapposizione tra i diversi settori dell’economia. È necessario, però, prendere atto con onestà intellettuale che è l’industria il comparto a più alto valore aggiunto, che può realizzare la più significativa spinta in termini di innovazione e crescita di produttività.
Fattori che si traducono anche nella creazione di un’occupazione più forte, di maggiore qualità sotto il profilo retributivo e della valorizzazione del capitale umano. Un tessuto industriale innovativo e avanzato è anche in grado di attrarre risorse umane con elevate competenze, innescando un circolo virtuoso tra produttività, competitività, ricchezza e qualità della vita. Una dinamica che non può che fare da volano anche alla crescita degli altri settori.
Non sogniamo un Trentino solo industria, né tanto meno immaginiamo le nostre splendide valli invase da ciminiere e industria pesante. Immaginiamo un Trentino in cui la ricchezza prodotta è il concorso del contributo di vari settori, ma in cui lo sforzo in ricerca, sviluppo e innovazione sono una spinta propulsiva. Una spinta, purtroppo, che negli ultimi anni ha dimostrato tutti i suoi limiti. Oggi la nostra provincia è tra i territori in cui i privati investono meno in ricerca e sviluppo. In termini assoluto investiamo meno dell’Alto Adige, del vicino Tirolo e investiamo meno anche della media nazionale. La provincia di Bolzano ha un tasso di brevettazione, cioè numero di brevetti per abitante, doppio al nostro.
La vera sorpresa, però, arriva dal Paese che sta in vetta alla classifica mondiale: la Svizzera. Un territorio che ha fatto del suo ambiente, del turismo montano e dei luoghi incontaminati la propria carta d’identità è anche il paese dove maggiormente si spinge su ricerca e sviluppo. E’ la dimostrazione non solo che più fattori possono convivere, ma è soprattutto la prova che bisogna guardare al futuro e scommettere sull’innovazione e che questo non è in contraddizione con lo sviluppo di un turismo di qualità, con la protezione di un ambiente incontaminato e con la crescita di un’agricoltura sostenibile.
Questo vuol dire però avere il coraggio di immaginare anche un’industria diversa. Paesi europei come la Germania e la Spagna stanno dirottando i loro investimenti in una significativa riconversione dei loro sistemi industriali. Oggi la competizione con i colossi asiatici ed indiani non è più sulla manodopera a basso costo.
È sulla capacità di realizzare e usare nuove e sempre più avanzate tecnologie. Monito sia anche per noi quanto sta accadendo con la produzione di veicoli elettrici: l’assenza di investimenti in ricerca e sviluppo ipoteca la competitività del nostro territorio e con essa il benessere della nostra comunità. Serve dunque il coraggio dei privati, ma anche la lungimiranza dell’attore pubblico nel mettere in campo politiche industriali realmente selettive che incentivino i privati a guardare in questa direzione.
Il tavolo provinciale dell’industria dunque non deve essere un puro esercizio formale, ma un luogo di confronto lungimirante dove ragionare e costruire politiche dal respiro ampio, che consentano al Trentino di recuperare il terreno perduto e di costruire le basi di un solido sviluppo.
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Andrea Grosselli (Cgil)
Michele Bezzi (Cisl)
Walter Largher (Uil)
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