(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Oltre la performance: 150 studenti protagonisti di “Imperfezione Creativa in Tour” al Centro Studi Erickson. Venerdì 13 febbraio il Centro Studi Erickson di Trento ha ospitato la tappa trentina di Imperfezione Creativa in Tour, progetto formativo e culturale ideato e promosso dall’Associazione Ateleia, che ha coinvolto centinaia di studenti e studentesse delle scuole superiori in una giornata di dialogo, musica e laboratori esperienziali.
Un evento reso possibile grazie al sostegno strutturale del Centro Studi Erickson, main sponsor BIP Group Italia e al supporto di Dolomiti Energia, che hanno scelto di investire in un progetto capace di generare impatto educativo e sociale sul territorio.
Dall’“Elogio dell’Imperfezione” a una comunità in dialogo
La giornata si è aperta con la proiezione dei primi minuti di un’intervista del 1999 a Rita Levi-Montalcini, in cui il Premio Nobel spiegava il senso profondo del titolo Elogio dell’Imperfezione: non celebrazione del difetto, ma riconoscimento della vita come processo aperto, non lineare, costellato di deviazioni creative.
Un momento di grande intensità emotiva ha seguito l’introduzione: l’ingegnere Piera Levi-Montalcini ha letto la lettera che “zia Rita” scrisse nel 1963 al nipote Emanuele, parole di sorprendente attualità sull’ansia da performance, sul desiderio di essere “grandi uomini autentici senza incrinature” e sulla paura di non essere adeguati.
“Non è l’assenza di difetti che conta, ma la passione, la generosità, la comprensione e l’accettazione di noi stessi”, scriveva Rita Levi-Montalcini. Una frase che, a distanza di oltre sessant’anni, ha trovato eco immediata tra i ragazzi presenti in sala.
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Foto crediti: Sara Deidda
