(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Il trasporto di merci su strada e su ferrovia. Questa Statistica Focus fornisce un quadro informativo aggiornato al 2024 sul trasporto di merci in Italia per le due modalità terrestri: stradale e ferroviaria. I dati, rilevati attraverso indagini dirette, consentono di descrivere le caratteristiche strutturali e le performance delle due modalità di trasporto con riferimento alla quantità e alla tipologia di merci attraverso analisi a livello territoriale e di effettuare confronti con i principali Paesi dell’Ue27.
La Focus fornisce inoltre informazioni sullo sviluppo dell’intermodalità ferro-strada nel nostro Paese, un tema di particolare interesse rispetto agli obiettivi fissati dall’Unione europea nell’ambito del Green Deal e della Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile . Questi obiettivi prevedono di trasferire, entro il 2030, almeno il 30% del trasporto merci effettuato su distanze superiori a 300 chilometri dalla strada al ferro o alle vie navigabili.
Sintesi dei principali risultati
Nel 2024, il trasporto ferroviario di merci effettuato sul territorio nazionale da operatori nazionali ed esteri ha movimentato circa 94,6 milioni di tonnellate e realizzato 22,9 miliardi di tonnellate-chilometro. Il solo trasporto interno (tra località di origine e destinazione entrambe italiane) è quantificabile in 35,7 milioni di tonnellate e 12,3 miliardi di tonnellate-chilometro.
Nello stesso anno, il trasporto di merci su strada effettuato in Italia e all’estero da vettori italiani con veicoli pesanti, ossia quelli con portata utile superiore a 35 quintali, è pari a 1.110,5 milioni di tonnellate e
152,7 miliardi di tonnellate-chilometro; il trasporto interno è quantificabile in 1.084,2 milioni di tonnellate e 136,1 miliardi di tonnellate-chilometro.
Nel 2024, il trasporto ferroviario di merci in Italia, misurato in tonnellate-chilometro, rappresenta il 6,1% del totale dei Paesi Ue27, posizionando il nostro Paese al quarto posto nella graduatoria europea. Il trasporto merci su strada, effettuato da vettori italiani e quantificato secondo lo stesso criterio di misurazione, rappresenta l’8,2% del totale dei Paesi Ue27, valore che colloca l’Italia al quinto posto nella graduatoria europea.
Il trasporto interno, sia ferroviario che stradale, è concentrato principalmente nelle regioni del Nord Italia dove si realizza il 56,4% del prodotto interno lordo nazionale e si localizza la parte più rilevante del nostro sistema industriale. Da tali regioni proviene circa l’82% delle merci trasportate su ferrovia e il 68,2% di quelle movimentate su strada.
Tra il 2006 e il 2024 si osserva una progressiva esternalizzazione nel trasporto su strada, con uno spostamento della quota di servizi di trasporto, dal conto proprio al conto terzi, pari a 5,5 punti percentuali.
La principale tipologia di merce trasportata su ferrovia è quella rientrante nel gruppo 19
(55,8 milioni di tonnellate e 11,2 miliardi di tonnellate-chilometro) pari, rispettivamente, al 59% e al 49% del volume totale di merci trasportate su ferro. I prodotti alimentari, bevande e tabacchi costituiscono il gruppo di prodotti maggiormente movimentato nella modalità stradale (156,9 milioni di tonnellate e 27,5 miliardi di tonnellate-chilometro, rispettivamente al 18% e al 14,1% del volume totale di merci trasportato su strada).
Negli ultimi 10 anni (2014-2024) il trasporto di merci su strada ha realizzato una crescita dei volumi movimentati (+29,6%) pari ad oltre il doppio del trasporto ferroviario (+13,8%).
Il trasporto intermodale ferroviario (trasporto combinato strada-ferro) ha assunto nel tempo un ruolo crescente, passando da una quota del volume complessivo di merci, espresso in tonnellate, del 45,8 % nel 2004 al 59,2% nel 2024.

Introduzione
Nel 2024 il trasporto terrestre di merci movimenta complessivamente 1.205,1 milioni di tonnellate, di cui il 92,1% su strada e il 7,9% su ferrovia (Prospetto 1). Anche in termini di tonnellate-chilometro, la modalità stradale è predominante e rappresenta l’86,9% del trasporto totale .
Il trasporto interno e quello internazionale hanno un ruolo e un peso sostanzialmente diversi per le due modalità: le merci viaggiano prevalentemente su ferrovia per trasporti internazionali e su strada per trasporti interni. La composizione del trasporto interno per modalità evidenzia infatti che viaggiano su strada il 96,8% delle tonnellate movimentate sul territorio nazionale e il 91,7% delle tonnellate-chilometro.
Nello specifico, in termini di quantità trasportata, per la modalità ferroviaria il trasporto interno rappresenta il 37,7% delle tonnellate complessivamente trasportate su ferro; al contrario, per le movimentazioni su strada il trasporto interno è assolutamente prevalente e rappresenta il 97,6% dell’ammontare complessivo delle tonnellate trasportate da veicoli stradali pesanti.
Performance e posizionamento internazionale del trasporto merci ferroviario e stradale
Nel 2024, il trasporto ferroviario di merci ha movimentato 94,6 milioni di tonnellate e 22,9 miliardi di
tonnellate-chilometro: un livello pressoché invariato rispetto al 2023 (22,7 miliardi di tonnellate-chilometro) che conferma la sostanziale stabilità dell’attività ferroviaria. Il trasporto di merci su strada, invece, nel 2024 ha movimentato 1.110,5 milioni di tonnellate e 152,7 miliardi di tonnellate-chilometro, evidenziando un aumento pari al 5,2% rispetto alla performance del 2023.
Nel medio-lungo periodo il trasporto di merci su strada ha conseguito una crescita dei volumi movimentati pari ad oltre il doppio del trasporto ferroviario. Se si considera infatti un arco temporale di 10 anni (2014-2024), la performance del trasporto ferroviario, espressa in tonnellate-chilometro, ha registrato un incremento del 13,8% (passando dai 20,2 miliardi di tonnellate-chilometro del 2014 ai 22,9 miliardi del 2024), mentre per il trasporto su strada l’incremento è stato del 29,6% (117,8 miliardi di tonnellate-chilometro nel 2014 e 152,7 nel 2024).
Considerando la performance, espressa in tonnellate-chilometro, del trasporto ferroviario di merci a livello internazionale, l’Italia nel 2024 ha consolidato la propria posizione tra i principali Paesi europei con una quota pari al 6,1% del totale Ue27, in crescita rispetto al 2023 (5,9%). Tale valore consente al nostro Paese di confermarsi al quarto posto nella graduatoria europea misurata in termini di tonnellate-chilometro movimentate, dietro a Germania (33,6%), Polonia (15,4%) e Francia (8,6%). Il risultato italiano appare particolarmente significativo anche in considerazione della diversa densità della rete ferroviaria nei Paesi europei; l’Italia, infatti, ha una dotazione infrastrutturale pari a 5,6 km di linea ferroviaria ogni 100 km², mentre per Francia, Polonia e Germania i valori sono pari, rispettivamente, a 4,3 km, 6,3 km e 10,8 km per 100 km² di superficie.
Il trasporto di merci su strada, effettuato da vettori italiani, rappresenta nel 2024 l’8,2% della performance Ue27, espressa in tonnellate-chilometro. Nella graduatoria dei Paesi Ue27, l’Italia si posiziona al quinto posto, dietro ai vettori polacchi (19,7%), che dal 2017 mostrano una performance in costante crescita, nonché a quelli della Germania (15%), Spagna (14,5%) e Francia (9,3%) e superando i restanti Paesi, che realizzano performance sempre inferiori al 4% del totale dell’Ue27. In termini di densità della rete autostradale l’Italia si attesta su un valore pari a 2,5 km ogni 100 km² di superficie, mentre Germania, Spagna, Francia e Polonia presentano rispettivamente valori medi pari a 3,7 km, 3,1 km, 1,8 km e 0,6 km di autostrada ogni 100 km².
L’evoluzione delle imprese di trasporto ferroviario e su strada dal 2004 al 2024
Fino al 2004 il mercato italiano del trasporto ferroviario merci è stato storicamente dominato dall’incumbent Ferrovie dello Stato (con l’impresa Trenitalia operante nel trasporto passeggeri e merci), affiancato da un limitato numero di ex ferrovie in concessione o in gestione governativa, attive su reti locali e regionali e in specifiche aree industriali. Negli anni successivi, a seguito dell‘apertura del mercato, il numero delle imprese ferroviarie per il trasporto merci è cresciuto progressivamente, dai 16 operatori attivi nel 2004 a 24 imprese attive nel 2024.
Il trasporto di merci su strada è effettuato da imprese che operano sia in conto proprio sia in conto terzi; mentre le prime sono imprese per le quali il trasporto non costituisce l’attività prevalente e che trasportano beni propri o merci prodotte nell’ambito della propria attività, le imprese in conto terzi, iscritte all’Albo Autotrasportatori, vendono un servizio di trasporto ad altre imprese o a privati. Nel 2024, in Italia, il 13,2% delle tonnellate è stato trasportato da imprese in conto proprio e circa l’87% da imprese che operano in conto terzi.
In termini di tonnellate-chilometro complessivamente trasportate su strada, dal 2006 al 2024, i servizi di trasporto in conto proprio sono diminuiti dal 10,1% al 4,6%; al contrario gli operatori professionali hanno incrementato l’attività che è passata dall’89,9% al 95,4%. Le imprese tendono infatti ad esternalizzare i servizi di trasporto, affidando a operatori professionali la gestione dell’intera supply chain, compresi i servizi di magazzinaggio e logistica, con l’obiettivo di conseguire un generale contenimento dei costi interni di movimentazione dei prodotti.
Nello specifico, il servizio conto terzi copre l’86,5% delle tonnellate dei viaggi nazionali su strada, ovvero quelli per i quali la merce viene caricata e scaricata in località interne al territorio italiano, mentre il conto proprio gestisce il restante 13,5%. Per i viaggi internazionali, invece, alle imprese di trasporto in conto terzi è affidato circa il 97,9% dei carichi e le imprese in conto proprio gestiscono la quota residuale (2,1%).
Analizzando le quantità di merci trasportate sul territorio nazionale in funzione della distanza percorsa, si evidenzia che il conto proprio movimenta oltre il 23,1% dei carichi del trasporto a corto raggio (fino a 50 chilometri), ma la quota si riduce al 7,6% del totale delle tonnellate di merce trasportata per le medie percorrenze (comprese tra 51 e 300 chilometri) e all’1,8% per le lunghe percorrenze (oltre 300 chilometri).
Le tipologie di merci trasportate su ferrovia e su strada
La composizione delle tipologie di merci trasportate a mezzo ferrovia nel 2024, analizzata secondo la classificazione europea , evidenzia una forte concentrazione in alcune categorie merceologiche. Il gruppo che comprende le merci non attribuibili ad una specifica categoria merceologica (gruppo 19), il quale include anche i container e le casse mobili , è quantificabile in 55,8 milioni di tonnellate e 11,2 miliardi di tonnellate-chilometro, corrispondenti rispettivamente al 59% delle tonnellate movimentate e al 49% delle tonnellate-chilometro realizzate nel corso dell’anno.
Tra le altre tipologie merceologiche, il gruppo “Metalli; manufatti in metallo, escluse le macchine e gli apparecchi meccanici” rappresenta il 12,7% delle tonnellate e il 14,1% delle tonnellate-chilometro movimentate su ferro nel 2024. Rispetto al 2023, questo gruppo merceologico ha registrato un incremento consistente (rispettivamente +6% in termini di tonnellate e +8,6% per le tonnellate-chilometro).
Il gruppo “Prodotti dell’agricoltura, della caccia e della silvicoltura; pesci ed altri prodotti della pesca”, con quasi 7 milioni di tonnellate e 1,8 miliardi di tonnellate-chilometro, copre il 7,4% del totale delle tonnellate trasportate e il 7,8% delle relative tonnellate-chilometro realizzate, mostrando anch’esso un andamento positivo rispetto al 2023: più contenuto nelle quantità movimentate (+1,5%) e più marcato nelle percorrenze (+18,2%), indice di un progressivo aumento delle distanze medie dei trasporti di questi prodotti.
Tutti gli altri gruppi merceologici, singolarmente considerati, presentano invece un’incidenza percentuale residuale, generalmente inferiore al 3% del totale.
A differenza del trasporto ferroviario, il trasporto stradale risulta decisamente più eterogeneo e varia a seconda del tipo veicolo utilizzato e delle distanze percorse. Nel 2024, ad esempio, il gruppo merceologico principale è quello di “Prodotti alimentari, bevande e tabacchi”, che rappresentano il 14,1% delle tonnellate trasportate e il 18% del totale espresso in termini di tonnellate-chilometro.
I rifiuti urbani costituiscono il 10,2% delle tonnellate e il 6,6% delle tonnellate-chilometro del trasporto su strada (erano rispettivamente l’11% e il 7,1% nel 2023).
Lo sviluppo del trasporto intermodale ferroviario
Il trasporto intermodale ferroviario , stimato nel 2024 in poco più di 56 milioni di tonnellate e circa 11 miliardi di tonnellate-chilometro, negli ultimi 20 anni ha assunto un ruolo via via più centrale: in termini di tonnellate, la quota sul totale trasportato su ferrovia è passata, infatti, dal 45,8% del 2004 al 59,2% del 2024, evidenziando il progressivo spostamento dei volumi verso unità di carico standardizzate.
In termini di tonnellate-chilometro, la crescita del trasporto intermodale è lievemente più contenuta e discontinua nel tempo: nel 2004 il trasporto intermodale valeva il 42,5% delle tonnellate-chilometro totali, ma in proporzione è aumentato fino a stabilizzarsi su una quota ben superiore al 50% nella seconda metà del decennio. Nel 2020, a causa della Pandemia da Covid-19, la quota di trasporto intermodale si è ridotta al 53,6%, nel periodo successivo, tra il 2021 e il 2023, ha registrato una ripresa (rispettivamente 55,3% e 57,3%) e nel 2024 si è assestata al 47,9%, su livelli superiori al 2004 di 5,4 punti percentuali.
Nello specifico, i container e le casse mobili sono le unità di carico prevalenti del trasporto intermodale: circa 42 milioni di tonnellate e 8,6 miliardi di tonnellate-chilometro nel 2024.
Nel 2004 il peso specifico relativo delle tonnellate trasportate in container rispetto al totale intermodale era pari all’83,4%, mentre nel 2024 si attesta sul 74,9%. Anche in termini di tonnellate-chilometro, l’incidenza dei container sul totale intermodale è diminuita dal 90,1% del 2004 al 77,8% del 2024.
I container e le casse mobili restano dunque prevalenti, ma la loro incidenza sul totale oscilla, anche per il fatto che tendono ad affermarsi altre unità di trasporto intermodale come i semirimorchi non accompagnati. Questi ultimi infatti sono passati da circa 3 milioni di tonnellate e quasi 500 milioni di tonnellate-chilometro (rispettivamente 7,6% e 5,2% del totale intermodale) nel 2004 a oltre 11 milioni di tonnellate e 2,2 miliardi di tonnellate-chilometro nel 2024 (rispettivamente 19,8% e 20,3% del totale intermodale).
I flussi di trasporto a livello territoriale
In base agli ultimi dati disponibili , il totale delle merci movimentate su ferro dalle “Grandi imprese” ferroviarie è costituito per il 35,4% dal trasporto interno e per il 64,6% dal trasporto internazionale.
Nel dettaglio, la distribuzione territoriale dei flussi in origine e in destinazione del trasporto ferroviario interno mostra una marcata polarizzazione geografica nel Nord del Paese. Analizzando i dati relativi all’anno 2020, l’Italia settentrionale esprime complessivamente circa l’82% dei volumi complessivi in origine e il 76% dei volumi in destinazione.
Il Centro si colloca su valori più contenuti (tra l’8% e il 10%), il Sud raggiunge quote leggermente superiori in destinazione (12,3%) rispetto all’origine (8,8%) e le Isole hanno un peso assolutamente marginale (circa l’1% del totale sia in origine che in destinazione).
Focalizzando l’attenzione sui flussi intra-ripartizione (prospetto 2), l’incidenza risulta più elevata nelle aree del Nord (rispettivamente 30,6% per il Nord-ovest e 25,0% per il Nord-est), rispetto a quelle del Centro (20,5%).
La quota molto inferiore di traffico interno alle ripartizioni Sud (3,1%) e Isole (1,3%) riflette la minore articolazione della rete ferroviaria e l’utilizzo di gran lunga più ridotto del trasporto su rotaia rispetto al resto del Paese, sottolineando l’importanza degli investimenti infrastrutturali previsti dal PNRR – Missione 3, che mirano a colmare il divario territoriale e potenziare l’integrazione ferroviaria del Mezzogiorno.
Con riferimento invece al trasporto su strada realizzato nel 2024 dai vettori immatricolati in Italia, il 97,6% dei flussi complessivi vede sia il luogo di carico che quello di scarico delle merci all’interno dell’Italia, mentre i Paesi esteri rappresentano solo l’1,2% dei flussi complessivi in origine e l’1,5% di quelli in destinazione.
Con riferimento ai flussi interni al territorio nazionale, che rappresentano quindi quasi la totalità degli spostamenti di merce, si evidenzia che le quantità di merci in origine sono fortemente concentrate nelle ripartizioni del Nord, e in particolare il 34,8% nel Nord-ovest e il 33,4% nel Nord-est. Al Centro corrisponde il 15% dei flussi in origine, al Sud l’11,6% e alle Isole il 5,2%.
La composizione del trasporto interno su strada rispetto alle ripartizioni di destinazione presenta una struttura analoga Rispetto al trasporto ferroviario, il trasporto su strada è caratterizzato (Prospetto 3) da una maggiore concentrazione dei viaggi all’interno della stessa ripartizione, con quote sempre ampiamente superiori al 50% e che assumono il valore minimo nel Centro-Italia, dove l’incidenza delle tonnellate trasportate intra-ripartizione è pari al 56,9%.
A livello regionale l’incidenza dei trasporti intra-regionali sul totale degli scambi che interessano ciascuna regione, in origine o in destinazione, è più variabile, con valori che vanno dal 17,8% della Basilicata al 97,1% della Sardegna. Ciò indica che, anche se all’interno delle ripartizioni tendenzialmente i flussi interni alle singole regioni prevalgono sugli scambi interregionali, tuttavia alcune regioni della stessa ripartizione tendono ad essere più dipendenti dalle altre dal punto di vista degli scambi di merci. Tali differenze sono riconducibili alla conformazione geografica del Paese, alla diversa struttura produttiva e alla presenza di poli logistici e di infrastrutture portuali, elementi che influenzano in modo significativo i flussi in entrata e in uscita delle merci.
Per avere un quadro più dettagliato della geografia dei trasporti nazionali è interessante descrivere le principali direttrici degli scambi fra le diverse regioni.
Osservando i primi 20 flussi espressi in tonnellate (Prospetto 4) si evidenzia che i collegamenti fra le regioni del Nord risultano preponderanti, con valori massimi per il flusso tra Lombardia ed Emilia-Romagna, pari ad oltre 21,5 milioni di tonnellate, seguito dal flusso Piemonte-Lombardia pari a oltre 20,6 milioni di tonnellate. Tra le regioni non appartenenti alle ripartizioni settentrionali, l’unica che genera flussi rilevanti è la Toscana.
