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CAL – CONSIGLIO AUTONOMIE LOCALI * PERMESSI PER I CONSIGLIERI COMUNALI: NECESSARIO FAVORIRE LA CONCILIAZIONE CON IL LAVORO, MA SENZA INTRODURRE DISCRIMINAZIONI»

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18.15 - mercoledì 18 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Permessi per i consiglieri comunali: necessario favorire la conciliazione con il lavoro, ma senza introdurre discriminazioni.

Parere negativo al DDL n. 29 dei Consiglieri regionali Foppa, Rohrer, Oberkofler e Coppola.

Il Consiglio delle autonomie locali, chiamato a rendere il parere previsto dal Regolamento interno del Consiglio regionale, ha oggi esaminato il Disegno di legge n. 29, presentato dai Consiglieri regionali Foppa, Rohrer, Oberkofler e Coppola, e recante integrazioni al Codice degli Enti locali in materia di permessi per mandato politico comunale per il personale comunale dipendente.

La proposta normativa intende introdurre, nel Codice degli Enti locali e dunque in primo luogo per gli amministratori locali che siano dipendenti dei comuni, una disciplina in materia di permessi per la partecipazione agli Organi elettivi dei comuni, analoga a quella già prevista prevista dalla legge provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano, per i dipendenti provinciali che siano amministratori comunali. Mentre la disciplina attualmente prevista dal Codice degli Enti locali risulta allineata a quella statale, la norma provinciale già adottata a Bolzano contiene l’ulteriore previsione di un permesso retribuito di 2 ore ai consiglieri comunali dipendenti di un comune per ogni seduta del consiglio comunale presso il quale esercitano il mandato. Istituto che il disegno di legge regionale, proposto dalla Consigliera Foppa ed altri, vorrebbe estendere anche ai dipendenti degli Enti locali, che siano amministratori locali. Ulteriormente, il DDL regionale vorrebbe estendere “anche al personale dipendente da enti pubblici diversi dai comuni, salvo incompatibilità con specifiche discipline di settore.”, nonché stabilire che “per il personale del settore privato, la regione promuove l’adozione di strumenti contrattuali e convenzioni che consentano il godimento di permessi analoghi.”

Dall’istruttoria, effettuata dalla Giunta ed illustrata al Consiglio dal Presidente Michele Cereghini, è emerso come, in linea generale, i permessi retribuiti siano riconosciuti dalla legge o dalla contrattazione collettiva nei casi in cui un impegno privato del lavoratore sia in conflitto con il suo orario di lavoro e che tale conflitto non sia altrimenti risolvibile, ad esempio perché l’impegno è non prevedibile (si pensi al congedo per malattia o per lutto) o non programmabile (congedo per visita medica o per esami). Al contrario, il Disegno di legge andrebbe a riconoscere due ore aggiuntive rispetto al permesso per la partecipazione alle sedute del consiglio, da destinare alla preparazione e studio dell’ordine del giorno. Il permesso in esame verrebbe riconosciuto senza la dimostrazione di uno specifico impegno incompatibile con l’attività lavorativa ma rappresenterebbe – di fatto – una riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione a vantaggio unicamente dei dipendenti comunali che siano consiglieri comunali. Tale risultato, oltre ad essere non coerente con la disciplina generale dei permessi sul luogo di lavoro, potrebbe prestarsi a contestazioni, in quanto vi è una evidente disparità di trattamento tra i dipendenti dei comuni – che beneficerebbero di questo permesso – e i dipendenti di alte pubbliche amministrazioni o di imprese private che invece ne sarebbero escluse. Ciò contrasterebbe con gli art. 3 e 51 Cost. in quanto si consentirebbe a una categoria di cittadini di accedere a incarichi pubblici in condizioni di vantaggio rispetto ai lavoratori impiegati in altre amministrazioni o in imprese private.

Si è fatto presente, inoltre, che la Regione Autonoma non ha competenza per disciplinare lo status del personale di altre amministrazioni, né con riferimento alla possibilità di stipulare accordi con imprese private. Per tali ragioni, pur condividendo la finalità di agevolare la partecipazione dei cittadini alla politica attiva negli enti locali il parere espresso dal Consiglio delle autonomie locali è stato negativo.

EGATO: rinviata la nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione.

Si attende l’individuazione del Presidente, da parte dell’Assemblea.

Il Presidente Michele Cereghini ha, quindi, comunicato che la nomina dei due componenti del Consiglio di amministrazione, spettante al CAL ai sensi della convenzione costituiva dell’EGATO Trentino per la gestione dei rifiuti, è rinviata, in attesa che siano definite le modalità di elezione del suo Presidente, che spetta all’Assemblea del nuovo Ente, già convocata per la sua prima seduta lunedì prossimo 23 febbraio.

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