(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Un altro morto sul lavoro a Isola della Scala nel veronese. Un operaio di 40 anni schiacciato tra gli ingranaggi in movimento della macchina a cui stava lavorando. Così riportano le magre cronache di poche ore fa.
Chiunque conosca anche solo superficialmente il mondo del lavoro e qualche regola di sicurezza sa che questo non dovrebbe accadere, che esistono meccanismi e protezioni che lo dovrebbero impedire a meno che siano inattivi per difetto di manutenzione o per scelta deliberata per accelerare i ritmi della produzione. In ogni caso una situazione inaccettabile, una morte che si poteva sicuramente evitare se ci fossero norme più severe e controlli adeguati. Non servono condoglianze né lacrime di coccodrillo, servono risposte adeguate alla necessità di interrompere questa strage.
Lo diciamo ormai da troppo tempo: nel caso di gravi e accertate responsabilità delle aziende, serve l’introduzione dell’omicidio sul lavoro e che servono migliaia, qualche decina di migliaia, di ispettori che controllino che le norme sulla sicurezza siano rispettate.
La destra che governa il paese produce decreti e leggi-sicurezza con la velocità della catena di montaggio, norme che aumentano le pene a dismisura contro le pratiche del conflitto sociale, ma non fa nulla di significativo per garantire la sicurezza di chi lavora e rischia ogni giorno la vita. Le sue campagne per la sicurezza si fermano davanti ai cancelli delle fabbriche, all’ingresso dei cantieri, di fronte alla logica della ricerca senza limiti del profitto.
Bisogna introdurre il reato di omicidio nei luoghi di lavoro, aumentare i controlli ed assumere il personale necessario.
Paolo Benvegnu’ responsabile nazionale lavoro Prc
Fiorenzo Fasoli e Miria Pericolosi co-segretari della federazione Prc di Verona
