(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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« Anche l’Austria non aderisce al board di Trump e l’Italia rimane sola con dittatori e i carnefici di Gaza. Il Board promosso da Donald Trump non è un organismo delle Nazioni Unite né nasce da un trattato tra Stati sovrani. È un’organizzazione privata, costruita attorno a interessi miliardari e immobiliari, che ambisce a sostituire l’Onu nella gestione delle crisi globali, non solo a Gaza ma in tutto il mondo, concentrando potere e decisioni nelle mani di pochi».
«Partecipare, anche solo come osservatori, significa legittimare un tentativo di privatizzare la governance internazionale e archiviare il multilateralismo. Meloni ha scelto di isolarsi dall’Europa e di restare politicamente accanto a figure come Alexander Lukashenko, simbolo di regimi autoritari. Questa non è sovranità: è sudditanza politica».
«Noi difendiamo il ruolo centrale delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e l’articolo 11 della Costituzione. L’Italia non può diventare la stampella di un progetto privato che distrugge l’Onu e piega la pace agli interessi dei miliardari, come prevede l’art.1 dello statuto. Chiedo alla presidente Meloni dopo la rinuncia dell’Austria a non mandare il ministro Tajani alla riunione del board di Trump ».
