(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Molte delle idee che oggi consideriamo universali nascono proprio in questo spazio storico e culturale che è l’Occidente. Si tratta di conquiste che non sono nate in modo lineare, ma attraverso secoli di conflitti, di rivoluzioni, di dibattiti. Eppure hanno cambiato il mondo.
Oggi concetti come libertà di parola, pluralismo, democrazia rappresentativa, indipendenza della magistratura o tutela delle minoranze sono diventati, almeno nelle aspirazioni, un punto di riferimento globale.
Accanto a questo, c’è un altro elemento fondamentale: il contributo dell’Occidente al progresso scientifico e tecnologico. Il metodo scientifico moderno, la ricerca organizzata, le grandi rivoluzioni industriali hanno trasformato radicalmente le condizioni di vita dell’umanità. L’aumento dell’aspettativa di vita, la riduzione della mortalità infantile, i progressi della medicina, le infrastrutture, le comunicazioni: sono risultati che oggi diamo quasi per scontati, ma che sono il frutto di un lungo percorso storico e culturale.
L’incontro di oggi alla Camera con Federico Rampini, voluto dal presidente Bignami, che ringrazio, e dal gruppo di Fratelli d’Italia, parte da qui: dalla domanda su quale sia, oggi, il ruolo dell’Occidente nel mondo, su quali valori restino centrali, su quali invece siano in trasformazione, e su come possiamo guardare alla nostra storia con uno sguardo equilibrato, capace di tenere insieme memoria critica e consapevolezza dei risultati raggiunti.
Forse il punto non è stabilire se l’Occidente debba essere celebrato o condannato, ma capire che cosa, di questa eredità, vale la pena difendere, aggiornare e trasmettere alle generazioni future”. Lo ha detto Mauro Rotelli, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Ambiente, a margine dell’evento “Oltre i sensi di colpa, l’Occidente necessario”, che si è tenuto oggi in sala Tatarella, alla Camera. Oltre a lui è intervenuto il giornalista e saggista Federico Rampini. Ha moderato l’evento Antonio Rapisarda, direttore del Secolo d’Italia.
