(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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AIMI (CSM): “Referendum e dichiarazioni di Gratteri: avviate verifiche su equilibrio e professionalità al CSM”
In relazione alle dichiarazioni rese dal Procuratore della Repubblica di Napoli, dott. Nicola Gratteri, sul referendum sulla riforma della magistratura, si informa che sarà proposta l’apertura di una pratica presso il Comitato di Presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura.
L’iniziativa è finalizzata a verificare se le affermazioni pubbliche rese – per il loro contenuto e per il contesto in cui sono state pronunciate – possano rilevare nel procedimento di valutazione di professionalità del magistrato, con particolare riferimento al requisito dell’equilibrio, essenziale nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e nella tutela del prestigio dell’ordine giudiziario. Contestualmente, sarà interessato il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione per valutare l’eventuale sussistenza di profili disciplinari.
Le dichiarazioni in cui si attribuisce una qualificazione morale ai cittadini in base al voto – definendo “persone per bene” chi voterebbe “No” e “indagati, imputati e massoneria deviata” chi voterebbe “Sì” – sono di gravità istituzionale rilevante e risultano incompatibili con i principi di imparzialità, misura e terzietà che devono caratterizzare ogni magistrato in servizio, soprattutto titolare di funzioni requirenti di vertice. Come sottolineato dal Consigliere laico del CSM Avv. Enrico Aimi, “non si può ridurre il referendum a una partita tra guardie e ladri”: il voto è libero, personale e segreto, e ogni cittadino ha diritto di esprimere la propria scelta senza essere delegittimato o moralmente squalificato.
Il referendum rappresenta uno strumento costituzionale di esercizio della sovranità popolare e il confronto sulle riforme della giustizia deve svolgersi sul piano delle argomentazioni giuridiche e delle valutazioni di merito, nel rispetto reciproco e dei principi istituzionali. L’iniziativa assunta è volta a tutelare l’immagine di indipendenza, neutralità e credibilità della magistratura, presidio imprescindibile dello Stato di diritto.
