(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Salvaguardare la qualità del servizio sanitario per garantire la continuità dei servizi erogati ai cittadini con riduzione delle liste di attesa. La possibilità del mantenimento in servizio dei medici ospedalieri è normata secondo la L. 183/2010, la Legge di Bilancio 213/2023 e relativi aggiornamenti.
Secondo le normative citate, le aziende sanitarie possono mantenere in servizio i dirigenti medici che ne fanno richiesta su base volontaria. La normativa prevede il trattenimento in servizio oltre i 67 anni di età e fino ad un massimo di 70 anni. Mentre la legge viene declinata tout court per i primari, per gli altri dirigenti medici dovrebbe essere declinata secondo criteri oggettivi e trasparenti, che tutelino la salute pubblica in termini di efficacia e risposta ai bisogni dei cittadini.
La “retention” dei professionisti medici è una delle sfide più critiche per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano, caratterizzato da un elevato tasso di dimissioni volontarie e di fuga verso il privato. Pertanto, in aggiunta alle politiche per attirare giovani medici, dovrebbe esserci un mandato aziendale per garantire la qualità delle prestazioni erogate ai cittadini. La professionalità del personale è risorsa preziosa per mantenere la continuità e la qualità dei servizi erogati ai cittadini e per garantire il passaggio transgenerazionale delle competenze. Ne consegue la tutela dei servizi dell’azienda sanitaria provinciale in termini di risposta clinica e risoluzione al problema delle lunghe liste di attesa.
Peraltro, anche la recente proroga dell’emendamento del Governo “Milleproroghe” va in questa direzione e prevede la possibilità per le Aziende del Servizio sanitario di trattenere in servizio, su base volontaria, i dirigenti medici e sanitari anche fino al compimento del settantaduesimo (72) anno di età.
La misura punta a contribuire allo smaltimento delle liste d’attesa e a trattenere in servizio professionisti con lunga esperienza in un contesto di carenza di organico, per far fronte alle esigenze di formazione e tutoraggio del nuovo personale assunto e garantire continuità e qualità dei servizi erogati ai cittadini.
Tale disposizione interessa anche il sistema sanitario provinciale, dove la permanenza in servizio dei professionisti più esperti può contribuire in modo significativo alla copertura dei turni, alla riduzione del carico di lavoro dei colleghi più giovani e al rafforzamento dell’attività di tutoraggio nei confronti dei medici in formazione specialistica. Inoltre, garantisce la qualità e il mantenimento di servizi alquanto apprezzati dal territorio e riconosciuti a livello nazionale che vanno accompagnati nel ricambio generazionale.
Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per sapere:
• quanti medici, nell’ambito del sistema sanitario provinciale, abbiano presentato domanda di permanenza in servizio oltre 67 anni o la mutazione pensionistica negli anni 2024, 2025 e nel periodo intercorrente dall’inizio del 2026 alla data della presente interrogazione;
• quante delle suddette richieste siano state accolte e quante respinte, con indicazione per queste ultime delle motivazioni poste a fondamento del diniego e del genere dei richiedenti;
• quale sia l’organo o il soggetto competente alla valutazione delle istanze di prosecuzione del rapporto di lavoro;
• se siano previsti poteri di veto o di indirizzo politico o amministrativo sull’accoglimento delle domande e, in caso affermativo, a chi spettino tali poteri e secondo quali criteri vengono esercitati.
*
Cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra
