(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Signor ministro Piantedosi, lei oggi si è assunto una responsabilità politica gravissima: ha parlato da capo partito e non da ministro dell’Interno, trasformando quest’Aula in un comizio e usando le divise delle forze dell’ordine per fare propaganda. È inaccettabile farlo sulla pelle di agenti lasciati senza organici adeguati, senza risposte su stipendi e condizioni di lavoro e con l’età pensionabile aumentata.
Rinnoviamo la nostra solidarietà e vicinanza umana alle forze dell’ordine e agli agenti feriti. Ma condanniamo con la stessa nettezza i teppisti criminali: sono nostri nemici perché Alleanza Verdi e Sinistra è una forza democratica, pacifista e non violenta. Lei invece ha scelto di attaccare una forza politica democratica e non violenta: se ne assuma la responsabilità.
È estremamente pericoloso il suo richiamo agli anni di piombo: quella stagione di terrorismo e leggi speciali è stata una tragedia nazionale e usare oggi quel linguaggio è irresponsabile.
Quando si parla di “cattivi maestri” occorre guardare alla storia. Il 12 aprile 1973 a Milano si svolse un corteo del MSI e del Fronte della Gioventù, non autorizzato e vietato dalla questura. In testa a quel corteo c’erano Ignazio La Russa e Romano La Russa. Durante quella manifestazione fu lanciata una bomba a mano e venne colpito mortalmente l’agente Antonio Marino. Questa verità storica pesa ancora oggi: i cattivi maestri non sono un’invenzione, oggi indossano il doppio petto e pensano di aver cancellato la storia. Noi no.
Lei oggi parla di legalità, ma da ministro dell’Interno doveva tutelare i manifestanti pacifici e fermare preventivamente i violenti, che conoscevate bene. Non li avete fermati: o perché lei era distratto, oppure perché faceva comodo alla narrazione della destra.
E non faccia lezioni mentre si sgomberano spazi sociali legittimi, si abbandonano le periferie e si continua a non rispondere sullo sgombero della sede di CasaPound.
Noi non vi consentiremo di riportare indietro il Paese. Difenderemo sempre la democrazia, il diritto a manifestare e la non violenza».
