(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Inceneritore: “Non è una scorciatoia. Servono chiarezza e priorità”. In queste settimane si torna a parlare di inceneritore come soluzione per la gestione dei rifiuti in Trentino. Una proposta che viene spesso presentata come inevitabile e risolutiva, ma che merita un confronto più serio e meno semplificato.
“L’idea che basti un impianto per risolvere il problema dei rifiuti è fuorviante – sottolinea Generazione Trento –. Un termovalorizzatore non è una scorciatoia: è una scelta strutturale che comporta costi, vincoli e conseguenze nel tempo”.
Un impianto di questo tipo, infatti, ha bisogno di flussi costanti di rifiuti per funzionare e rischia di entrare in tensione con gli obiettivi di riduzione e miglioramento della raccolta differenziata, a meno di accettare l’importazione di rifiuti da fuori provincia. Inoltre, senza una rete di teleriscaldamento già esistente, l’inceneritore non è solo un impianto, ma un sistema complesso che richiede ulteriori investimenti pubblici per realizzare nuove infrastrutture nei quartieri, con cantieri e impatti diretti sulla vita dei cittadini.
“Prima di parlare di ‘chiusura del ciclo’ continua Generazione Trento è necessario chiarire quali siano le reali priorità. Da anni assistiamo a una sequenza di grandi opere presentate come simbolo di progresso, mentre i bisogni immediati delle persone e dei quartieri restano spesso in secondo piano”.
La questione, quindi, non è solo tecnica, ma politica. “Il progresso non è una parola neutra se non si chiarisce per chi è pensato e a quale prezzo. Serve trasparenza sulle scelte, sui costi e sugli effetti reali, evitando scorciatoie narrative che non aiutano né i cittadini né il territorio”.
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Martina Margoni
Claudio Geat
