(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Parco Adamello Brenta presenta i risultati di una ricerca per imporre ancora una volta il dogma
della convivenza con gli orsi sulle nostre montagne. Non c’era bisogno di questo teatrino autoreferenziale allestito a spese dei cittadini – contribuenti per sapere cosa pensa la popolazione locale della presenza di orsi e lupi a casa loro, la gente ha partecipato alle consultazioni popolari, nate su impulso del nostro Comitato e delle nostre attività e i risultati sono certificati da enti locali riconosciuti quali sono le Comunità di Valle .
Le consultazioni che si sono tenute, fino ad ora, in 6 Comunità di Valle, hanno raccolto un ‘esito
chiar : 45.278 persone hanno risposto che la presenza di orsi e lupi è un grave pericolo per la
sicurezza pubblica e un danno per l’economia e la salvaguardia di usi costumi e tradizioni locali,
cioè, per la possibilità di vivere in montagna come abbiamo sempre fatto !
Questa volta il Parco, per confutare il risultato del voto della gente che è chiaro e non mediato o
interpretato da nessuno, perché non c’è né bisogno, ha scomodato le scienze umane e quelle
sociologiche per provare a mettere in soggezione chi si è chiaramente espresso e cercare di far
passare la comunicazione di “visione grigia della realtà” e giocare con le parole : convivenza e
coesistenza perché non c’è più il coraggio per non dire la sfrontatezza di dire accettazione.
I dati raccolti infatti, NON sono stati presentati nella loro purezza, cioè senza interpretazioni, che
come abbiamo già visto in passato, scontano partigianerie ideologiche e anche opportunità di
varia natura.
Come al solito, noi montanari siamo stati trattati come una società medicalizzata
alla quale, prima si è imposto il progetto di reintroduzione degli orsi senza chiedere il consenso
ed oggi, con l’aiuto di pseudo studi scientifici, vogliono manipolare la mente delle persone che ,
hanno detto chiaramente il loro pensiero, facendo credere loro che invece la maggioranza ( della
quale non è stata fornita alcuna prova) si trova “nell’area grigia, fuori dagli estremismi” perché
chi dice che non vuole orsi sloveni, che nulla hanno a che fare con la popolazione autoctona che
popolava l’area intorno al Brenta e si è estinta, è un estremista da rieducare.
Dalle conclusioni irradiate dal Parco infatti si apprende quanto segue :
I primi risultati emersi dalla ricerca mostrano come l’atteggiamento della “maggioranza silenziosa”
sia più complesso e sfumato di quello che appare usualmente, considerato anche che spesso viene
monitorato solo nelle situazioni di emergenza. Chi invece si colloca su una posizione moderata,
mediana, ha bisogno di sapere e capire di più, anche per utilizzare le maggiori conoscenze nella sua
vita di ogni giorno.
All’esito delle parole del dott. Mustoni che dichiara di avere imparato molto da questo progetto di
ascolto della vita della gente di montagna in particolare di chi lavora in malga, si ha la conferma ,
se ve ne fosse bisogno, che il progetto Life Ursus è stato voluto e portato avanti da persone che di
vita di montagna non sapeva nulla o ben poco e si sono arrogati il diritto di effettuare un’
esperimento, dai probabili esiti nefasti, sulla pelle delle persone alle quali ancora oggi si tenta di
imporre una convivenza che con orsi e lupi, senza gestione, è oggettivamente impossibile.
Va detto anche che l’incontro del 29.01.2026, estenuante nei tempi, autoreferenziale nei
contenuti ha lasciato ben poco spazio al dibattito, solo 6 interventi dal pubblico che tutti però
uscivano dalla “zona grigia” per posizionarsi all’estremo e cioè in coerenza con il voto delle
consultazioni popolari (che evidentemente andavano contrastate).
L’assenza della politica e il fatto che si lasci ancora in mano la ricerca di soluzioni di un grave
problema come quello della presenza incontrollata di grandi carnivori a chi il problema lo ha creato
è sconcertante e ingiustificabile!
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IL COMITATO INSIEME PER ANDREA PAPI
