(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Mentre in Parlamento si moltiplicano programmi di riarmo miliardari, a cui il Movimento 5 Stelle si oppone, il Governo – nella manovra 2026– ha introdotto l’ennesimo balzello: una tassa di 2 euro sui pacchi online extra-UE, presentata come misura di gettito.
Un gettito che, nelle intenzioni dell’esecutivo, sarebbe ricaduto direttamente sulle spalle dei cittadini, colpendo milioni di acquisti di basso valore. La realtà, certificata dalle associazioni di settore e raccontata anche dal Financial Times, è però molto diversa: un boomerang.
Le merci che si intendeva tassare continuano a raggiungere il mercato italiano, ma transitando da hub europei alternativi invece che dagli aeroporti italiani. I flussi logistici sono stati rapidamente dirottati verso Paesi UE che non hanno introdotto la tassa.
Il risultato è paradossale: le merci entrano comunque in Italia via camion, senza pagare il contributo previsto, con più inquinamento, spostamento dei traffici all’estero e un danno che rischia di diventare strutturale per il nostro sistema logistico.
I numeri parlano chiaro:
– 36% di pacchi in meno gestiti a gennaio,
– circa 30 voli cargo in meno a Malpensa,
con effetti diretti su imprese e occupazione.
Altro che gettito: questa misura rischia di produrre un ammanco di cassa, aggravando i conti pubblici e infliggendo ulteriori danni a un settore strategico per l’economia nazionale.
Misure di questo tipo, se non coordinate a livello europeo, non solo sono inefficaci, ma finiscono per penalizzare l’Italia, favorendo altri hub continentali.
È davvero questa l’idea di politica economica del Governo?”.
Lo scrive sui social il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli.
