(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Il Movimento 5 Stelle attacca duramente il governo sulla questione della schedatura dei docenti, definendo “tiepida e ambigua” la risposta del Ministero dell’Istruzione.
“La risposta del Ministero sulla schedatura dei docenti è tiepida e ambigua. Un’alzata di spalle istituzionale davanti a un fatto grave”, dichiarano gli esponenti M5S in commissione cultura.
“Davvero ci vogliono far credere che sia tutto normale? Che ‘un sondaggio anonimo’ su idee, posizioni e orientamenti dei professori non sia una schedatura solo perché non porta nome e cognome?”, si interrogano i pentastellati.
Il Movimento 5 Stelle pone una domanda provocatoria: “Facciamo una domanda semplice: se la stessa iniziativa fosse stata promossa da collettivi o gruppi studenteschi di sinistra, la risposta sarebbe stata la stessa? O avremmo assistito a ispezioni immediate, circolari urgenti, condanne pubbliche e accuse di indottrinamento?”.
Secondo il M5S, il vero problema non è l’anonimato ma il metodo utilizzato. “Qui il problema non è l’anonimato. Il problema è il metodo: individuare, classificare, segnalare docenti sulla base delle loro idee. Un metodo che ha un nome preciso e che nella storia non porta mai nulla di buono”.
Il partito di Giuseppe Conte conclude con un attacco diretto a Fratelli d’Italia: “Ma ci chiediamo ancora: cosa aspetta Fratelli d’Italia a prendere le distanze da Azione Studentesca? Quando parlerà Arianna Meloni? O dobbiamo pensare che il partito sia d’accordo con la schedatura?”.
