(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi ha espresso preoccupazione per alcune affermazioni emerse durante l’audizione del Professor Pejman Abdolmohammadi sulla situazione in Iran, di fronte alle Commissioni riunite per la tutela e la promozione dei Diritti Umani e Affari Esteri e Difesa.
“Ho condiviso interamente la relazione sulla gravità della situazione in Iran, che registra finora decine di migliaia di morti e trecentomila feriti, così come l’atroce chiusura di Internet per censurare totalmente quanto accaduto nel corso delle manifestazioni del popolo iraniano in tutto il Paese. Probabilmente si tratta di una catastrofe di proporzioni epocali”, ha dichiarato Terzi.
“Ma ci sono alcuni elementi che mi preoccupano ulteriormente. Il Prof. Abdolmohammadi ha sottolineato che dalle rivolte è emersa una figura di riferimento, quella di Reza Pahlavi, il quale rappresenterebbe una possibilità di continuità dello Stato persiano, e delle sue tradizioni. Altro elemento di preoccupazione quando è stato affermato che vi sono delle componenti sane negli apparati di sicurezza”, ha proseguito il senatore.
“Una simile considerazione genera profonda inquietudine, soprattutto in un momento nel quale in Europa si assiste ad una volontà unitaria – ribadita anche dall’Italia – di iscrivere il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica IRGC, nella loro interezza, nelle liste UE delle organizzazioni terroristiche internazionali, così come il MOIS e come tutti gli apparati di sicurezza del regime di Teheran”, ha sottolineato Terzi.
“È quanto mai necessario ricordare il ruolo preponderante dell’IRGC all’interno del sistema di potere dello Stato islamico nazi-fondamentalista, teocratico, iraniano. Essi, infatti, sono coloro che esprimono quale sarà la prossima Guida suprema del regime, mantengono il controllo totale delle industrie, della finanza delle risorse minerarie ed energetiche estrattive, delle linee di comunicazione, delle tecnologie, dell’apparato nucleare”, ha spiegato il parlamentare di FdI.
“È opportuno quindi porsi degli interrogativi: dove sono queste componenti sane? Negli apparati del nazismo, c’erano delle SS buone e delle SS cattive? C’erano in Cambogia dei Khmer Rossi buoni e cattivi? O c’erano sotto qualsiasi regime che vive di ricchezze rubate al suo popolo e le cui componenti si sostengono l’un l’altra disperatamente perché sanno che se cade una, cadono tutte le altre?”, ha domandato Terzi.
“In Iran, da almeno dieci anni, si susseguono rivolte sempre più numerose in termini di partecipazione, arrivando a coinvolgere la quasi totalità degli iraniani in tutto il Paese. Ma in Iran, fin dall’instaurazione della repubblica islamica, hanno sempre operato tante forze democratiche, trovando ampia legittimazione nel sangue versato. Voglio ricordare, quando nel 1988, 30.000 appartenenti a organizzazioni diverse, fra le quali i Mojaheddin del Popolo MEK/PMOI, si sono fatti trucidare per una fatwa di Khomeini che li dichiarava ‘Mohareb’, nemici di Dio”, ha concluso il senatore.
