(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Ancora un rinvio, fissato al 13 febbraio, per il processo che vede come persona offesa Barbara d’Astolto, la hostess molestata nella saletta sindacale della CISL. Sono passati oltre otto anni dalla denuncia e la giustizia continua a restare sospesa, mentre la vittima è costretta a rivivere all’infinito quanto subito.
Questo processo non è solo una vicenda giudiziaria: è il risultato diretto di ambiguità normative che il legislatore continua a non voler affrontare. È la dimostrazione concreta di quanto sia urgente una legge sul consenso esplicito, capace di eliminare ogni zona grigia e di impedire che la responsabilità venga sistematicamente ribaltata sulle vittime.
Eppure, mentre casi come questo si trascinano per anni, il Governo Meloni sceglie l’ipocrisia. La proposta di legge sul consenso esplicito, annunciata e poi votata alla Camera è stata poi stravolta in Senato dalla maggioranza. Un passo indietro grave, che smentisce la retorica sulla tutela delle donne e rivela tutta l’incoerenza di un esecutivo che preferisce non affrontare resistenze culturali e politiche.
Giorgia Meloni non può continuare a parlare di rispetto e sicurezza mentre il suo Governo lascia le donne sole davanti a processi interminabili e a norme inadeguate. Senza una definizione chiara di consenso, la giustizia resta incerta e le vittime continuano a pagare il prezzo più alto. La legge sul consenso esplicito non è più rinviabile. Ogni esitazione del Governo è una responsabilità politica precisa.
Così la deputata M5S Valentina Barzotti a margine dell’udienza in Corte d’appello a Milano convocata questa mattina.
