(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il 2026 si apre con un dato agghiacciante: 16 lavoratori hanno perso la vita in meno di un mese. Dietro questi numeri ci sono volti, storie e famiglie distrutte da un sistema che continua a considerare la sicurezza un costo superfluo e non un diritto inviolabile sancito dalla nostra Costituzione.
Ho più volte segnalato, con atti parlamentari e interventi in Aula, come i provvedimenti finora adottati dall’esecutivo siano in realtà gusci vuoti, mere operazioni di maquillage legislativo che non affrontano i nodi strutturali del problema.
Invece di investire massicciamente nell’assunzione di nuovi ispettori del lavoro e di contrastare efficacemente la giungla dei subappalti a cascata, il governo si limita a introdurre norme manifesto e strumenti inefficienti che non offrono alcuna protezione reale nei cantieri, nelle fabbriche e nei campi.
È inaccettabile che in un Paese civile si continui a morire di lavoro nell’attesa di riforme serie che non arrivano mai, sacrificate sull’altare di una propaganda arrogante che calpesta la dignità di chi fatica.
Il Governo eviti di rendersi politicamente complice di questa strage, la smetta coi proclami e passi all’azione.
Così il vicepresidente della 10a commissione del Senato Orfeo Mazzella (M5S).
