(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Altro che “agenti patrioti”.
Quella che stiamo vedendo all’opera negli Stati Uniti non è difesa della sicurezza, ma l’uso politico e ideologico della forza armata federale, trasformata di fatto in uno strumento personale di Donald Trump. A Minneapolis, agenti federali dell’ICE hanno ucciso cittadini innocenti durante operazioni condotte come azioni paramilitari, senza trasparenza, senza controllo democratico, senza responsabilità. Non è un incidente isolato: è il prodotto di una strategia deliberata di intimidazione, che militarizza le città, criminalizza le comunità e normalizza l’uso letale della forza contro i civili.
Il governatore del Minnesota e il sindaco di Minneapolis lo hanno detto con chiarezza: queste operazioni federali stanno seminando caos, paura e sfiducia, scavalcando le autorità locali e mettendo a rischio la vita dei cittadini.
Donald Trump non è un leader “forte”.
È un pregiudicato pericoloso per la democrazia, che usa lo Stato come un’arma personale, svuota le istituzioni, delegittima i contrappesi e tratta la forza pubblica come una milizia al suo servizio. E mentre negli Stati Uniti esplode l’indignazione — a Minneapolis, ma anche in molte altre città e in tutto il mondo — il governo italiano tace.
Un silenzio assordante, imbarazzante, vergognoso.
C’è persino chi arriva a proporre il Premio Nobel per la Pace a un uomo che giustifica l’uso letale della forza contro civili, insulta sistematicamente alleati e partner europei. Altro che Nobel. Trump non cerca alleati: cerca sudditi. Non costruisce sicurezza: costruisce paura.
Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del PD ed europarlamentare.
