(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Scuola dell’infanzia: “Nuove regole sulle iscrizioni penalizzano le famiglie e rischiano di svuotare le valli”. La consigliera provinciale del Partito Democratico del Trentino, Francesca Parolari, ha depositato un’interrogazione indirizzata alla Giunta provinciale per denunciare le recenti limitazioni introdotte nelle modalità di iscrizione alle scuole dell’infanzia per l’anno scolastico 2026/2027.
Al centro della critica vi è la deliberazione n. 1997 del 12 dicembre 2025, che restringe drasticamente la possibilità per le famiglie di iscrivere i propri figli in scuole situate fuori dall’area di utenza di residenza.
Secondo le nuove disposizioni, l’iscrizione “fuori utenza” è permessa solo se entrambi i genitori lavorano e unicamente per due motivazioni specifiche:
Vicinanza al posto di lavoro di almeno uno dei genitori.
Affidamento a un parente fino al terzo grado (nonni o zii) residente nell’area della scuola scelta.
Negli anni scorsi esisteva una clausola residuale che permetteva l’accoglimento di domande non motivate da queste specifiche esigenze, purché vi fossero posti disponibili. Eliminando questa opzione, la Giunta ignora la complessità della vita familiare moderna.
La consigliera evidenzia come queste regole rigide possano paradossalmente ottenere l’effetto opposto a quello sperato. Molte famiglie senza reti parentali saranno costrette a iscrivere i figli nei centri urbani più grandi dove lavorano, poiché è l’unica deroga concessa.
Si nega la possibilità di conciliare vita-lavoro a molti nuclei familiari e rischiamo di assistere a un vero e proprio turismo scolastico che impoverisce le scuole di valle a favore dei comuni maggiori.
Parolari segnala infine una palese contraddizione: mentre le iscrizioni nei termini (19 gennaio – 2 febbraio) sono soggette a vincoli strettissimi, le domande presentate fuori termine nel corso dell’anno vengono accolte a prescindere dall’area di utenza, se ci sono posti. Un paradosso che spinge le famiglie a percorrere strade rischiose, attendendo la scadenza dei termini pur di ottenere il posto necessario.
La giunta si vanta a parole di venire incontro alle esigenze delle famiglie mentre nei fatti, per mero risparmio, taglia opportunità di reale conciliazione mettendo in difficoltà soprattutto le scuole di valle.
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cons.ra Francesca Parolari Gruppo PD del Trentino
