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SIMEU * ELISOCCORSO – COMPOSIZIONE ÉQUIPE: «INTERROGAZIONE CONSIGLIO PROVINCIA TRENTO, LA NOSTRA REPLICA»

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12.57 - mercoledì 21 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La risposta all’interrogazione presentata presso il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento in merito alla composizione delle équipe di elisoccorso e all’apertura del servizio ai Medici di Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU).

Il documento chiarisce il quadro normativo, formativo e operativo dell’emergenza pre-ospedaliera e offre una lettura aggiornata e aderente alla realtà del sistema sanitario italiano, superando contrapposizioni anacronistiche tra specialità e ribadendo il valore delle competenze certificate e della collaborazione tra professionisti.

SIMEU sottolinea come la Medicina d’Emergenza-Urgenza formi medici pienamente competenti nella gestione del paziente critico anche in ambito extra-ospedaliero, elisoccorso incluso, e come in molte Regioni italiane questa integrazione sia già una pratica consolidata, sicura ed efficace.

In allegato trovate:
– il testo della risposta all’interrogazione
– una nota di contesto sul tema elisoccorso e competenze professionali

 

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Simeu

Società italiana medicina d’emergenza-urgenza

 

 

TESTO INTERROGAZIONE CONSIGLIO PROVINCIA TRENTO – MARIACHIARA FRANZOIA

Egregio Signor Claudio Soini Presidente del Consiglio provinciale

Interrogazione a risposta scritta n. 1448

Oggetto: Selezione del personale medico per l’integrazione dell’equipe di elisoccorso dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS). Nell’estate del 2025 è stata avviata una selezione interna all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (APSS), mediante presentazione di manifestazione d’interesse, finalizzata all’integrazione del personale medico dell’équipe di elisoccorso. Tale procedura di selezione presenta profili di marcata lacunosità, essendo stata condotta in assenza di una griglia di valutazione predefinita e senza la pubblicazione dell’avviso sul sito istituzionale aziendale, elementi che dovrebbero invece garantire la trasparenza e l’imparzialità dei processi selettivi pubblici.

Questa gestione ha generato incertezza e disomogeneità interpretative, con riflessi negativi sul clima lavorativo e sulla fiducia del personale nei processi decisionali aziendali. Come riportato dalla stampa locale in data 22 ottobre 2025, la scelta di aprire l’equipe dell’elisoccorso ai medici di medicina d’urgenza (MEU) – figure professionali solitamente impiegate nel Pronto Soccorso o sulle automediche – sembrerebbe dettata anche dalla volontà di rendere più “attrattiva” l’attività professionale in Trentino. Questa nuova impostazione si pone in controtendenza rispetto alla prassi consolidata degli ultimi 46 anni, durante i quali il servizio è stato garantito da medici anestesisti-rianimatori.

La “Procedura aziendale per la gestione in sicurezza dei trasporti sanitari secondari” dell’APSS (Revisione 01 del 31 dicembre 2021) stabilisce criteri rigorosi per il trasferimento di pazienti critici. In particolare, la classificazione SIAARTI modificata, recepita nel documento, impone che per i pazienti di “Classe IV” (instabili o con patologia potenzialmente evolutiva) e di “Classe V” (ad alto rischio di mortalità, che richiedono monitoraggio e supporto vitale invasivo), il trasporto protetto debba obbligatoriamente prevedere la presenza di un medico anestesista-rianimatore e di un infermiere.

La scelta di privilegiare l’esperienza extraospedaliera generica rispetto alla competenza clinica maturata in ambiti anestesiologico-rianimatori ad alta complessità contrasta con i protocolli di sicurezza interni vigenti, i quali individuano nello specialista in anestesia e rianimazione la figura responsabile della gestione avanzata delle funzioni vitali durante i trasferimenti critici.

Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere:

 

1) Per quali ragioni la manifestazione d’interesse per l’integrazione dell’équipe di elisoccorso dell’estate 2025 sia stata espletata senza la pubblicazione sul sito aziendale e senza la definizione preventiva di una griglia di valutazione oggettiva.

2) Se la Giunta non ritenga che l’apertura ai medici d’urgenza (MEU), in assenza di una revisione formale delle procedure aziendali vigenti, possa generare conflitti normativi interni, specialmente con riferimento all’obbligatorietà del medico anestesista-rianimatore prevista per i pazienti di classe SIAARTI IV e V.

3è Quali siano i criteri clinici e scientifici alla base del nuovo orientamento che attribuisce maggior rilievo all’esperienza extraospedaliera rispetto alla solida competenza specialistica in ambito rianimatorio ospedaliero, finora considerata pilastro della sicurezza dell’elisoccorso trentino.

4) Come si intenda garantire il rispetto della procedura aziendale del 31 dicembre 2021 per i trasporti secondari critici qualora l’equipaggio dell’elisoccorso non veda la presenza di un anestesista-rianimatore, figura indicata come obbligatoria per i casi a più alto rischio.

5) Se siano state valutate le ripercussioni sulla motivazione e sul clima interno di un’equipe storica di eccellenza, a fronte di processi selettivi percepiti come poco trasparenti e di una visione del servizio che sembra declassarne la complessità clinica.

 

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Mariachiara Franzoia

Consiglio Provincia autonoma Trento  (Gruppo Pd)

 

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REPLICA SIMEU

Egregio Direttore

Prendiamo spunto dalla recente interrogazione presentata al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento – che solleva dubbi sull’apertura dei servizi di elisoccorso ai Medici di Medicina d’Emergenza-Urgenza (MEU) a discapito di una presunta esclusività degli Anestesisti Rianimatori – per evidenziare quanto tali posizioni appaiano oggi non solo anacronistiche, ma scollegate dalla realtà operativa e formativa del nostro Paese.

Continuare a sostenere l’esclusività di una singola specializzazione nell’ambito dell’emergenza preospedaliera, significa ignorare l’evoluzione stessa della medicina d’urgenza. Il core curriculum dello specialista in Medicina d’Emergenza-Urgenza prevede, per definizione normativa e formativa, l’acquisizione di competenze specifiche nella gestione del paziente critico in ambiente extraospedaliero. Non si tratta di “sostituire” una figura con un’altra, ma di riconoscere che oggi il Sistema Sanitario Nazionale forma professionisti che possiedono le competenze necessarie per operare in ogni settore dell’emergenza-urgenza.

La realtà italiana, peraltro, ha già ampiamente superato queste barriere ideologiche. Regioni come Toscana, Liguria e Piemonte (solo per citarne alcune), vedono da tempo i medici d’emergenza operare con successo a bordo dei mezzi di soccorso aereo, garantendo standard assistenziali elevatissimi, con piena integrazione tra le due figure specialistiche, potenziando il servizio senza cedere nulla in termini di qualità clinica, dimostrando che la competenza non è un’etichetta apposta sulla porta di un reparto, ma un saper fare certificato dalla formazione e dalla pratica quotidiana.
La SIMEU ha più volte ribadito che il medico d’emergenza possiede le skills necessarie per operare in qualsiasi contesto dell’urgenza, elisoccorso incluso. La visione moderna del soccorso non può basarsi sulla difesa corporativa di un perimetro lavorativo, ma sulla integrazione tra figure specialistiche diverse.

È proprio su questo fronte che il dibattito deve maturare. Anestesisti Rianimatori e Medici d’Emergenza-Urgenza sono specialisti differenti, con percorsi diversi, ma che condividono un’ampia area di competenze comuni, quando si parla di paziente critico. Le relazioni conclusive della recente Biennale SIMEU 2025, tenutasi a Bari, hanno segnato un punto di svolta culturale in questo senso: SIMEU e SIAARTI hanno condiviso il palco e le analisi su temi cruciali come la gestione delle vie aeree. In quell’occasione è emerso chiaramente che, pur provenendo da scuole diverse, l’approccio tecnico e clinico può e deve convergere verso un unico punto di vista: la migliore tutela possibile del paziente.

Erigere barricate per difendere “l’esclusività” dell’anestesista in elisoccorso, come traspare dalla interrogazione trentina, vuol dire guardare al passato e negare l’evidenza scientifica e professionale, che vede nella collaborazione e nella condivisione tra le due specialità, la vera chiave per la crescita del sistema. Il paziente che necessita di cure tempo-dipendenti non chiede di vedere il badge dello specialista, ma di ricevere la migliore assistenza possibile da un medico competente nella gestione dell’emergenza. E quel medico, oggi, è tanto l’Anestesista Rianimatore quanto il Medico d’Emergenza-Urgenza.
SIMEU non ama i muri, che dividono e isolano, ma i ponti, che uniscono e portano a condivisione.

 

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Simeu

Società italiana medicina d’emergenza-urgenza

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