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SMI TRENTINO * DISSERVIZI TECNOLOGICI: «NON È COLPA DI FERRO, LUI FINO AD OGGI HA RAFFORZATO LA SANITÀ L’INNOVAZIONE NEI TERRITORI»

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12.40 - domenica 18 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Non più tardi di tre giorni fa Ferro era, come sempre, insieme a tutto il suo staff, in mezzo ai medici di medicina generale nei loro posti di lavoro per concordare il funzionamento delle Case di Comunità di prossima apertura.

Nell’interesse di queste comunità, e della sanità trentina tutta, come SMI medici abbiamo bisogno di tutto tranne che restare ora senza Direttore Generale Asuit che conosce a menadito i meccanismi per farla funzionare. E non sono certo le posizioni critiche attuali dei sindacati verso un procedimento disciplinare, che non si placheranno con il cambio di DG, per il ruolo di dialogo costruttivo e istituzionale che spetta agli stessi, a poter incidere sulle dimissioni di una figura di tale portata.

Tutte le problematiche tecnologiche di questo ultimo periodo, comprese quelle che da settimane e mesi colpiscono gli studi di 330 medici di famiglia per interruzione delle certificazioni telematiche INPS (causata dal sistema nazionale) o della integrazione delle reti che dovrebbero collegarci nelle AFT (dovute ai server nazionali) non derivano certo da incompetenza di Antonio Ferro.

Certamente, se l’Ingegnere Bazziga è Direttore del Dipartimento tecnologie dell’APSS/Asuit “su mandato della Provincia”, non si può certo imputare a Ferro i disservizi tecnologici. Forse il Dipartimento sanità o Personale avrebbe dovuto aiutare Bazziga, magari aumentando la forza lavoro che gli manca, per aggiustare le interruzioni dei servizi tecnici che si stanno moltiplicano per l’evoluzione in corso.

Non c’è dubbio che la politica trentina diventa insofferente quando i suoi Direttori generali raggiungono i cinque anni di mandato. Ma in questi anni Ferro, che non dimentichiamo fu l’unico in pieno caos pandemico a inventare, tra tutte le Regioni italiane, il primo tracciamento dei contagiati per il tramite dei medici del territorio, (procurandoci da solo, anche le mascherine altrimenti introvabili per poter lavorare con i contagiati), ha potuto misurarsi con i problemi sollevati da una organizzazione complessa operante in un ambiente sociale, politico e di mercato sanitario nazionale/internazionale di straordinaria rilevanza ed interesse.

Non lo diciamo noi ma non più tardi di un anno fa Crea sanità pubblicava il suo Rapporto che attestava” un sistema sanitario provinciale che non solo cura ma promuove anche quel benessere duraturo per i cittadini” tanto caro all’Assessore Tonina.

Perché l’indicatore chiave che conferma l’eccellenza del sistema sanitario trentino capitanato da Ferro, è la qualità della vita percepita in relazione alla salute, ponendoci tra l’altro primi per durata di vita. Allo stesso modo il Trentino si pone al secondo posto, negli indici di esiti clinici, appropriatezza, equità, innovazione, e sostenibilità economica per le performance sanitarie.

Ferro ha contribuito, fino ad oggi, in un contesto nazionale non facile di carenza strutturale di medici, con il suo straordinario lavoro di empatia e di relazioni pubbliche sui nostri territori e valli trentine, a raggiungere risultati di salute mai raggiunti prima;  ad integrare e coordinare i livelli di assistenza essenziali nella prevenzione; ad introdurre le innovazioni organizzative per progetti, e di gestione delle risorse umane, basati sulle competenze specifiche che servivano, nei territori e nelle valli.

Confrontandosi in maniera trasparente con i professionisti che, con lui stanno alacremente lavorando ai progetti per condividere questa moderna visione di sistema provinciale sanitario pubblico che pone al centro dell’attenzione il paziente. Se oggi, a Ferro, si addossano immeritatamente le colpe di tutte le disfunzioni delle infrastrutture strutturali del Trentino, gli si deve anche dare il merito di tutto ciò che di positivo c’è.

Non siamo certi che l’Asuit che sta nascendo, e che si vuole decapitare già sul nascere, potrà essere un efficace e efficiente strumento a disposizione della Giunta provinciale per la tutela e la promozione della salute della popolazione trentina, se a due anni dalle elezioni arriveremo, per l’ennesimo cambio di uomini, con un caos nella medicina dei territori e una politica che non si assume la responsabilità diretta di proteggere, fino alla fine del suo mandato, le persone che ha contrattualizzate, nelle innovazioni, nei territori, nella sostenibilità.

Che del politico si sono fidati. Purtroppo, a volte, i pensieri e le azioni sono come gli occhiali. Confondono tutto ciò che non rendono chiaro. Eravamo partiti con uno sciopero di 48 ore. Ci siamo ricreduti, nel tempo,g razie alla scelta politica di figure come Ferro. Da qui alla fine della legislatura non abbiamo più tempo per improvvisare ennesimi ribaltoni.S pecie a scadenza imminente del Pnrr.

 

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Dr  Nicola Paoli
Segretario SMI Trentino

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