(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Quanto successo ieri in città ci lascia attoniti e senza parole, in questo momento così difficile e delicato il nostro primo pensiero e il nostro cordoglio va alla famiglia del ragazzo che ha perso la vita fra i banchi di scuola.
Non possiamo esimerci però dal fare una riflessione sul ruolo della scuola in quella che è una vicenda amorosa culminata in una tragedia violenta.
Il pacchetto di norme securitarie che il governo sta preparando -e che in queste ore vorrebbe attuare per decreto- non saranno risolutive al problema della microcriminalità giovanile: i giovani non possono essere il capro espiatorio di una classe politica incapace di governare i fenomeni -soprattutto giovanili-.
Come forza politica siamo fermi e irremovibili sul fatto che il paese non abbia bisogno di allungare l’elenco dei reati, ma di allargare la capacità di spesa su Welfare e istruzione, sull’educazione all’affettività nelle scuole e nei luoghi di formazione, perché solo l’educazione e la presenza dello Stato possono essere la soluzione ai problemi reali del paese.
Le parole del sindaco Peracchini feriscono un’altra volta la città, a scuola non esistono le etnie, esistono gli studenti e le studentesse e esistono le comunità che le istituzioni hanno il dovere di tutelare, tutelare con politiche attive e di sussidiarietà, non con la repressione.
