Mozioni di Gruppo verde, Für Südtirol mit Widmann, Team K, Süd-Tiroler Freiheit, Gruppo verde/La Civica /SVP/Fratelli d’Italia.
La seduta di questo pomeriggio è terminata.
Madeleine Rohrer (Gruppo verde) ha presentato questo pomeriggio in Consiglio provinciale a Bolzano la mozione n. 360/25: Per quanto tempo ci riscalderà la fiamma olimpica? (presentata dai conss. Rohrer, Foppa e Oberkofler il 18/12/2025), con la quale chiedeva di incaricare la Giunta 1. di elaborare delle linee guida sullo sport in Alto Adige che guardino oltre i Giochi olimpici, analizzando le strutture dello sport in relazione ai necessari processi di cambiamento e sviluppo, soprattutto riguardo a un’offerta capillare di attività sportive inclusive per la popolazione.
Le linee guida sullo sport devono definire i valori, i principi, le priorità strategiche e gli obiettivi della promozione dell’attività fisica e dello sport nella provincia; 2. di commissionare all’Università di Bolzano o ad altro istituto di ricerca idoneo una rilevazione sull’inclusione delle persone con disabilità, delle persone con retroterra migratorio e di bambini e bambine nello sport ricreativo e agonistico in Alto Adige, e di elaborare su questa base misure di sostegno mirate; 3. di analizzare scientificamente gli effetti dei Giochi olimpici sul turismo in val Pusteria e nell’intera provincia prima, durante e dopo i Giochi stessi;4. di esaminare le possibili modalità per finanziare attraverso la tassa di soggiorno la manutenzione ordinaria e straordinaria nonché il funzionamento della Olympic Arena Südtirol Alto Adige; 5. di analizzare l’impatto dei Giochi olimpici sul costo delle abitazioni ad Anterselva e nei comuni circostanti prima e dopo l’evento, e di definire misure atte a mantenere tale costo accessibile anche in vicinanza di grandi eventi programmati (ad esempio, i campionati mondiali di sci); 6. di fare un bilancio complessivo sociale, ecologico ed economico della costruzione delle infrastrutture e dell’organizzazione dei Giochi olimpici – con particolare riguardo alle emissioni dannose per il clima e alla protezione della natura – e di elaborare un modello per l’analisi ex ante di costi e benefici dei futuri grandi eventi sportivi (ad esempio, i campionati mondiali di sci).
Facendo riferimento ai giochi del prossimo febbraio, Rohrer segnalava che l’esperienza delle precedenti sedi olimpiche dimostra che massicci investimenti hanno elevati costi sociali e ambientali, mentre l’impulso economico che ne deriva è spesso trascurabile se non addirittura nullo.
I Giochi invernali si svolgono “in alta stagione, quando le zone di sport invernali sono di solito ben frequentate o completamente occupate.
Ciò comporta nel turismo effetti di sostituzione significativamente più elevati”, secondo uno studio dell’Istituto austriaco di ricerca economica.
Era stato inoltre dimostrato che non era possibile verificare effetti positivi a lungo termine dell’organizzazione dei giochi olimpici.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto di ritenere positiva la proposta, anche se il suo gruppo ne aveva promosso una più ampia.
Ha ritenuto opportune anche delle nuove linee guida come richiesto dalla mozione, e aggiunto che in molte sedi olimpiche il costo della vita è poi aumentato in maniera drastica.
Diversamente da quanto si sostiene, quello olimpico non è un progetto sostenibile; inoltre, prima di organizzare un tale progetto bisognerebbe sentire i cittadini, che ne portano le conseguenze.
Alex Ploner (Team K) ha ricordato che 13 mesi fa Kompatscher aveva promesso di portare in aula una presentazione dei Giochi olimpici, ma questo ancora non era avvenuto, nonostante i consiglieri rappresentassero tutta la popolazione.
A due settimane dai giochi, non si possono disturbare gli organizzatori: si farà dopo! La mozione contiene delle proposte che si condividono, ma il primo punto è troppo vago: cosa si intende con linee guida? Sui punti 2 e 3 ci si asterrà, sul 4 interverrà Köllensperger, sul 5., relativo al costo delle abitazioni, gli organizzatori non hanno colpe se il costo della vita aumenta, quindi ci si asterrà.
Sarà sostenuto il punto 6.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, intervenendo per fatto personale, ha detto che indicare una data per questa presentazione spettava a Ufficio di presidenza e Capigruppo.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha posto il focus sul trattamento delle minoranze nelle zone dei Giochi olimpici: per esempio, il cartello di benvenuto ai Giochi era stato fatto solo in italiano.
Inoltre, sulla rotonda in piazza Vittoria era stata messa la sagoma di un atleta, dietro la quale spiccava il monumento e le citazioni di Mussolini: questo tipo di pubblicità non va bene, e la sagoma dovrebbe essere tolta.
Ha ricordato i Giochi olimpici in Cina, con le proteste perché la fiaccola aveva attraversato il territorio del Tibet.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha ricordato, tra l’altro, che ad Anterselva esiste un impianto sportivo in cui da anni si svolge un ottimo lavoro.
Nella parte deliberante, a suo avviso, mancava un settimo punto che riguardasse l’introduzione di una consultazione popolare per futuri progetti di questo tipo.
Paul Köllensperger (Team K) ha fatto riferimento, tra l’altro, ai più di 150 mio. € che le Olimpiadi sono costate alla Provincia, senza considerare i costi conseguenti.
Non capiva perché non verificare il finanziamento con la tassa di soggiorno come previsto al punto 4.
Ciò che nascerà lì dentro dovrà in futuro sostenersi da sé: un apposito legacy plan è stato elaborato.
Sono state fatte delle promesse e si è detto che il progetto sarebbe stato finanziariamente sostenibile: queste promesse devono essere mantenute.
L’ass. Peter Brunner ha chiarito che l’ufficio competente è in contatto con i diversi stakeholder, anche relativamente all’inclusione.
Si monitorano continuamente le offerte specifiche, perciò non si ritiene necessario sviluppare ulteriormente delle linee guida come richiesto.
L’ass. Luis Walcher ha aggiunto, riferendosi ai punti 3 e 4, che le infrastrutture realizzate in vista delle Olimpiadi in Val Pusteria – in primis la ferrovia – erano necessarie e previste già da tempo.
Anterselva è da anni la “mecca” del biathlon; la valle si riempie in occasione dell’appuntamento annuale con la Coppa del Mondo.
Sono stati investiti fondi per far conoscere i prodotti locali, evitando che venissero oscurati dai marchi globali.
La Olympic Arena è di proprietà del Comune e viene data in gestione; esiste la possibilità di utilizzare l’imposta di soggiorno per la sua manutenzione, ma ciò non è ancora stato attuato.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ricordato, tra l’altro, che si sarebbe persa la Coppa dle mondo di biathlon ad Anterselva se non si fossero fatte anche le gare olimpiche; si è voluto evitare questo rischio, anche perché Anterselva è una valle soggetta a spopolamento.
Ai 150 milioni di costi per la Provincia va contrapposto il mezzo miliardo di euro ricevuto; inoltre, l’impianto fotovoltaico realizzato continuerà a portare grandi benefici anche dopo i Giochi.
L’ass. Ulli Mair si è detta convinta che non ci sarà una ripercussione sul prezzo degli immobili ad Anterselva nel lungo periodo, e che i dati in merito vengono regolarmente rilevati.
Lo studio sulle ripercussioni dei giochi olimpici è già previsto, non c’è bisogno del punto 6; nel programma di coalizione è previsto sostegno all’azione inclusiva dello sport, non serve un’ulteriore mozione.
Madeleine Rohrer ha apprezzato i tanti interventi della maggioranza, e preso atto che in quanto alla neutralitá climatica dei giochi la posizione della maggioranza è diversa da quella dei Verdi.
Nel sito si parla per esempio di progetti relativi ai parcheggi, in merito ai quali i cittadini possono chiedere pareri entro 45 giorni, ma nel frattempo i giochi olimpici saranno conclusi.
La mozione è stata votata per parti separate e respinta: le premesse con 9 sì, 18 no e 6 astensioni, il punto 1. con 6 sì, 22 no e 5 astensioni, il 2. con 9 sì, 18 no e 6 astensioni, il 3. con 5 sì, 19 no e 9 astensioni, il 4. con 5 sì, 26 no e 2 astensioni, il 5. con 5 sì, 18 no e 10 astensioni, il 6. con 9 sì, 18 no e 6 astensioni.
Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann) ha quindi presentato la mozione n. 361/25: Progetto pilota di promozione linguistica intensiva: requisito fondamentale per il successo scolastico, con la quale proponeva di impegnare la Giunta 1. a concepire e attuare un progetto pilota triennale di promozione linguistica intensiva che consenta, ad alunne e alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado con competenze linguistiche nella lingua/nelle lingue d’insegnamento al di sotto del livello normale per l’età, di ricevere un sostegno mirato per un periodo limitato indipendentemente dalla loro lingua di origine, prima di essere integrati nelle classi regolari; 2. a orientare il progetto sui seguenti principi: a) promozione anziché esclusione: nessuna stigmatizzazione da “classi speciali”.
Piuttosto, modelli di transizione pedagogicamente fondati in forma di piccoli gruppi di apprendimento o di classi temporanee per l’apprendimento delle lingue, con criteri di transizione chiaramente definiti per il passaggio alle lezioni regolari; b) garanzia di risorse umane e finanziarie, in particolare attraverso insegnanti di sostegno linguistico qualificati; c) monitoraggio e valutazione scientifica del progetto da parte di esperte/esperti in materia di pedagogia e formazione, al fine di presentare al Consiglio provinciale una relazione sui risultati del progetto pilota dopo ciascuno dei tre anni previsti, con particolare riguardo al successo nell’apprendimento, agli effetti sull’integrazione e all’applicabilità ad altre scuole; d) il progetto deve contribuire a rafforzare il plurilinguismo come risorsa formativa, aiutando bambine e bambini a sviluppare competenze nelle lingue ufficiali in età precoce e contribuendo così a lungo termine all’integrazione linguistica in Alto Adige; e) la delibera della Giunta provinciale n. 112/2023, “Formazione delle classi e dotazioni organiche”, dev’essere modificata all’art. 2, per chiarire espressamente che il criterio del livello di apprendimento non può essere considerato equivalente alla mancanza di competenze linguistiche, in quanto competenze linguistiche insufficienti non dicono nulla sulle capacità cognitive di un bambino o una bambina.
Pertanto, la formazione di gruppi di sostegno temporanei e linguisticamente omogenei non è in contraddizione con i principi vincolanti della formazione delle classi.
Widmann ha chiarito che la lingua è la chiave per l’istruzione, la partecipazione sociale e l’integrazione.
Senza sufficienti competenze linguistiche, è difficile per un bambino o una bambina sviluppare i propri talenti, la propria intelligenza e il proprio potenziale di apprendimento; soprattutto in Alto Adige, dove coesistono più lingue ufficiali, la questione della promozione linguistica non è solo una necessità pedagogica ma anche sociopolitica.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ricordato che i Verdi si sono occupati da tempo del tema, sul quale per tanto tempo la mano pubblica non è intervenuta, il che ha portato all’inasprirsi della situazione; ha quindi ritenuto che i vari punti si contraddicessero, in quanto si diceva che non si volevano le classi speciali, ma poi si proponeva una forma di classi speciali.
In Austria e Germania le classi speciali sono state create e poi, in parte, dinuovo abolite, sulla base dei relativi studi: dopo alcuni anni di frequentazione, i bambini passati alle classi “normali” conoscevano la lingua peggio di quelli rimasti da subito in queste classi.
C’è bisogno piuttosto di più risorse e insegnanti di sostegno.
Foppa ha quindi accolto il punto 1.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ritenuto che i due punti non si contraddicessero; gli alunni che non conoscono abbastanza bene l’italiano, secondo la STF, non vanno messi in classi speciali, ma vanno creati gruppi a parte affinché imparassero meglio il tedesco, mentre le altre lezioni andavano seguite nella classe normale – questo era anche ció che leggeva nella mozione.
Ci sono classi con alunni provenienti da dieci nazioni diverse, quindi nel relativo gruppo non possono parlare la loro madrelingua, ma vengono aiutati a imparare il tedesco.
L’alternativa citata da Foppa non funziona, è un’illusione dei partiti di sinistra.
Bisogna trovare soluzioni al problema esistente, e poiché sarà difficile trovare personale aggiuntivo, delle classi per migliorare le competenze linguistiche sono opportune.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha evidenziato che ciò che fino a pochi anni fa era normale, ora è considerato della destra radicale: è una delle cose più normali al mondo che se a uno piace il Sudtirolo, non si dovrebbero spendere soldi affinché impari la lingua.
Invece che per classi speciali, lui sarebbe per classi di remigrazione.
Harald Stauder (SVP) ha chiarito che l’Autonomia, nata per tutelare le minoranze locali, si può aprire anche a chi arriva da fuori.
Si tratta anche di fare in modo che gli alunni di lingua tedesca si possano sviluppare come previsto, e a questo proposito la SVP ha sviluppato delle misure in un apposito gruppo di lavoro.
Ci sono nuove sfide da affrontare; la scuola in lingua tedesca aveva e ha un’ottima reputazione, per questo attira molti scolari, e i genitori che vi iscrivono i propri figli si aspettano che imparino bene il tedesco: questo deve valere per tutti gli alunni.
La tutela delle minoranze, la sovranità della scuola tedesca e l’apertura agli alunni che vogliono frequentarla, senza minare i due pilastri precedenti, vanno garantite.
Alex Ploner (Team K) ha espresso sostegno per il personale docente, che fa un ottimo lavoro con metodi scientifici.
La didattica in piccoli gruppi è realtà, sulla base del team teaching con personale di madrelingua.
Il problema dell’insegnamento della lingua madre non si risolve separando ma mettendo a disposizione maggiori risorse: altrimenti, si ha segregazione.
Per alunni con background migratorio e deficit linguistici in più lingue è previsto un piano didattico individuale, il che permette di tenere conto della maggiore eterogeneità.
Non corrisponde al vero che le competenze linguistiche vengano valutate allo stesso modo delle competenze specialistiche, come indicato nella mozione.
La scuola è uno spazio educativo, non solo di trasmissione delle lingue, e obiettivo degli educatori è non escludere nessuno, nemmeno temporaneamente.
L’ass. Philipp Achammer ha detto che bisogna chiarire cosa si intende con classe speciale, invitando a recarsi nelle scuole della provincia, dove vengono creati piccoli gruppi laddove serve un sostegno linguistico, con insegnamenti aggiuntivi.
In scuole come le Pestalozzi e le Goethe di Bolzano viene fatto proprio questo, e agli insegnanti va il massimo rispetto.
Il tema riguarda anche tante altre regioni europee, e non va affrontato in modo ideologico: non è la politica che sa come risolvere questi problemi, bisogna leggere gli studi e prendere atto degli approcci migliori.
In Austria sono state create classi speciali, ma lo studio in merito ha evidenziato che non funzionano, perché manca personale, è difficile integrare dopo gli alunni nelle classi normali, e permangono difficoltà linguistiche.
La Facoltà di Bressanone fornisce consulenza in merito e cita buoni esempi, ha aggiunto Achammer, condividendo le proposte di Widmann relative a piccoli gruppi e alla formazione degli insegnanti, ma evidenziato che la proposta proposta non poteva essere accolta così come formulata, ma ci si poteva confrontare su delle modifiche.
Thomas Widmann ha detto di aver voluto evidenziare che ci sono dei problemi nelle scuole, come sostengono i giovani, gli insegnanti e i genitori.
Quando gli insegnanti lanciano un progetto pilota bisogna lasciarli lavorare: se non funzionano, si possono abbandonare.
L’Alto Adige è un territorio molto ricco, ma nell’istruzione rimane nella media: il sostegno all’istruzione dovrebbe essere inserito tra le priorità, anche perché in occasione di selezioni cui partecipano insieme a colleghi di altri Paesi, i giovani locali sono in difficoltà.
Ha quindi accolto la proposta di rivedere la mozione, sospendendola per riproporla domani.
Paul Köllensperger (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 362/25: IA e cloud: più sovranità digitale in Alto Adige (presentata dai conss. Köllensperger, Ploner A., Rieder e Ploner F. il 18/12/2025), al fine di impegnare la Giunta provinciale (versione EMENDATA) 1. a incaricare l’ADS (Agenzia Alto Adige Digitale) di orientare la strategia informatica della Provincia verso le piattaforme europee, ove possibile, in linea con la “Dichiarazione per la sovranità digitale europea”, al fine di attuare gradualmente la strategia dell’UE secondo la “Dichiarazione per la sovranità digitale” nell’ambito di un piano decennale; 2. ad assicurarsi in ogni caso che l’archiviazione dei dati avvenga in Europa, tramite provider soggetti solo alla legislazione dell’UE e non allo US Cloud Act; 3. a informare esaurientemente i cittadini quando vengono messe a loro disposizione applicazioni di IA (come My Civis), ad esempio su ciò che accade ai loro dati, sulla necessità di ottenere autorizzazioni esplicite e di poter esprimere un rifiuto, come previsto dalla legge europea sull’intelligenza artificiale (AI Act); 4. a introdurre la sovranità digitale come esplicito criterio preferenziale negli appalti pubblici per piattaforme e progetti informatici; 5. a eliminare gradualmente nelle scuole le licenze per le piattaforme Microsoft e a sostituirle con soluzioni open source come FUSS https://fuss.bz.it/ che collaborano con servizi cloud europei; 6. a organizzare un viaggio di studio nello Schleswig-Holstein con dirigenti del settore informatico e consiglieri e consigliere interessati, per valutare la strategia informatica ivi adottata soprattutto nel settore scolastico; 7. a rafforzare le competenze digitali degli studenti e introdurre gradualmente la sovranità digitale come competenza di base.
Köllensperger ha sottolineato che la sovranità digitale è la capacità di uno Stato, di un’organizzazione o anche di un singolo individuo di determinare il proprio destino digitale, ovvero di avere una sorta di “autonomia digitale”, senza un’eccessiva dipendenza dalle grandi aziende informatiche e dall’influenza di altri Paesi.
Questo tema sta diventando sempre più importante in Europa, soprattutto alla luce del dominio delle grandi aziende tecnologiche e dei cambiamenti geopolitici.
L’Europa ha compiuto i primi passi con l’obiettivo di essere in grado di agire autonomamente nello spazio digitale, stabilendo le proprie regole (ad es. GDPR) e promuovendo soluzioni europee come iniziative sovrane di cloud e IA per contrastare il potere di mercato dei giganti tecnologici globali e ridurre la dipendenza, ma la sovranità digitale va oltre la semplice regolamentazione: comprende anche la promozione dell’imprenditorialità e il finanziamento mirato dell’innovazione – e qui l’Europa è irrimediabilmente in ritardo.
Inoltre, c’è l’annoso problema della dipendenza dell’Europa da Microsoft, Google & Co.
Nel novembre 2025, in occasione del vertice sulla sovranità digitale tenutosi a Berlino, è stata adottata la “Dichiarazione sulla sovranità digitale europea” per rendere l’Europa più indipendente dal punto di vista tecnologico, investendo in soluzioni europee, software open source, IA e infrastrutture per ridurre la dipendenza dai giganti tecnologici statunitensi.
Puntando su open source , cloud europei sovranità come criterio di approvvigionamento, la Provincia dovrebbe affrontare questo cambiamento come territorio modello.
Ha quindi proposto di sospendere la mozione per permettere di approfondire l’emendamento, e il pres. Arno Kompatscher si è detto d’accordo.
Sven Knoll (Süd- Tiroler Freiheit) ha infine illustrato la mozione n. 364/25: Ripristinare la sicurezza sui mezzi pubblici (presentata dai conss. Knoll, Zimmerhofer, Atz e Rabensteiner il 18/12/2025), con la quale chiedeva che il Consiglio provinciale 1. riconoscesse l’esistenza di un grave problema di sicurezza su molti mezzi del trasporto pubblico in provincia di Bolzano, causato soprattutto da stranieri criminali; e incaricasse la Giunta provinciale 2. di utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per identificare e punire il più rapidamente possibile gli stranieri clandestini e quelli con precedenti penali, poiché sono spesso queste persone a causare problemi; 3. in collaborazione con i parlamentari di questa provincia a Roma, di esercitare una maggiore pressione a livello statale per accelerare l’espulsione di questi stranieri criminali e clandestini; 4. di far installare sistemi di videosorveglianza sui mezzi del trasporto pubblico.
Una videosorveglianza visibile e segnalata in modo chiaro serve a dissuadere potenziali trasgressori; 5. di far installare pulsanti di emergenza per gli autisti, laddove ancora manchino, per aumentare la sicurezza dei passeggeri e del personale; 6. di adottare misure per vietare l’utilizzo dei mezzi del trasporto pubblico alle persone che su tali mezzi abbiano commesso atti di violenza fisica o sessuale; 7. di adoperarsi, in collaborazione con i parlamentari di questa provincia a Roma, per accelerare i procedimenti penali relativi ai reati commessi sui mezzi del trasporto pubblico, con particolare riguardo per quelli più gravi.
Evidenziando che la situazione della sicurezza nel trasporto pubblico è molto peggiorata negli ultimi anni, e che spesso i responsabili degli episodi di violenza sono stranieri, Knoll si è detto shockato dalla relazione dei sindacati in base alla quale ogni due giorni si verifica un’aggressione sui mezzi pubblici: una situazione emergenziale, che va affrontata.
Un ulteriore segnale allarmante, ha segnalato, è che alcune linee vengono ora classificate come “linee critiche” perché il rischio di aggressioni è particolarmente alto: questa è una dimostrazione d’incapacità della politica degli ultimi anni, ed è inaccettabile che in provincia di Bolzano esistano linee di questo tipo.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha segnalato che la 131, che lui stesso usa, è una linea bus ad alto rischio: aveva parlato con un autista che si era licenziato, per poi operare come controllore verificando un pericolo ancora maggiore.
Non solo siu bus, ma anche nelle città si è arrivati a questo punto, e bisogna iniziare a reagire, perché la Heimat è là dove ci si sente sicuri; la remigrazione è la soluzione.
La mozione è stata sospesa in assenza dell’assessore competente, Alfreider: il presidente Kompatscher ha promesso di rispondere domani, in sua vece, dopo essersi confrontato con lui.
È ripresa quindi la trattazione della mozione n. 307/25: Alloggi per chi studia (presentata dai conss. Oberkofler, Foppa e Rohrer il 22/08/2025), il cui esame era iniziato l’11 settembre scorso.
Zeno Oberkofler ha presentato l’emendamento dispositivo, con il quale chiedeva di incaricare la Giunta 1. di incidere attraverso una gara d’appalto sui canoni di locazione degli studentati privati, prevedendo che nel caso di un canone calmierato e ridotto la Provincia corrisponda un contributo aggiuntivo da determinare; 2. di verificare se possano venire reintrodotti i contributi provinciali per investimenti a favore degli studentati privati senza scopo di lucro; 3. di garantire che negli studentati che saranno realizzati dalla Provincia (ad esempio piazza della Vittoria) i canoni di locazione rimangano bassi (attualmente 360 euro in camera singola).
Se questi tre punti saranno realizzati, ha detto Oberkoföler ringraziando l’assessore per la collaborazione e sottolineando che l’emendamento era cofirmato dai colleghi Stauder e Gennaccaro, ci sarà un miglioramento della situazione degli studenti in provincia di Bolzano.
Paul Köllensperger (Team K), ha detto che, se aveva qualche dubbio sulla versione originale, questo emendamento lo trovava d’accordo.
È sempre una buona idea collaborare coi privati, in questo caso però serve un intervento della mano pubblica, anche per ampliare l’offerta, per sostenere anche chi rientra dall’estero e quindi per il brain gain: c’è bisogno di giovani per garantire il futuro della provincia.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento a quanto previsto al punto 1., con contributi ai locatari, e ritenuto che questo sistema potrebbe far aumentare il canone di locazione.
Waltraud Deeg (SVP) ha ritenuto importante creare spazi abitativi per i giovani, e si è detta non tutto d’accordo con Köllensperger sul ruolo dei privati, che di fatto in alto Adige hanno messo a disposizione alloggi a prezzi non accessibili: la mano pubblica deve poter controllare cosa viene realizzato e anche definire i prezzi, questo vale anche per altri ambiti del settore abitativo.
In quanto alla cifra di 360 € ipotizzata, è opportuna perché importi più alti sono difficilmente sostenibili.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha chiesto di poter sostenere la mozione di Oberkofler, cofirmandola, ed egli ha accolto la proposta.
L’ass. Philipp Achammer ha chiarito che un posto fornito dal mercato privato costa dai 600 ai 900 €.
L’ufficio competente sonda i prezzi di mercato, fa un valore mediano e poi fa una gara d’appalto per fare in modo che gli studenti non paghino più di una certa cifra.
Agli operatori si dice che lo studente non può pagare piú di una certa cifra, e viene predisposta una graduatoria: questo è un buon metodo, cui possono accedere anche privati se garantiscono queste tariffe ridotte.
In quanto al punto 2, i contributi provinciali per investimenti a favore degli studentati privati senza scopo di lucro non sono stati aboliti ma relativamente sospesi: si sta procedendo a verifiche; ora ci sono offerte di investitori senza scopo di lucro ma vorrebbero contributi pari almeno all’80%; se si fanno investimenti per i privati, non si possono poi chiedere tariffe piene, ma solo tariffe ridotte.
Lo studentato di piazza Vittoria è provinciale, sarà la Provincia a stabilire il canone e una graduatoria, uno studentato analogo c’è a Bressanone.
Achammer ha quindi approvato la mozione emendata, che sarà messa in votazione domani.
La seduta di questo pomeriggio è terminata.
