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GUARDIA DI FINANZA * «CONIUGI NASCONDONO 190 MILA EURO AL FISCO, SEQUESTRO A SAN DONÀ DI PIAVE»

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08.02 - mercoledì 14 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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GDF TREVISO: OCCULTAVA AL FISCO LE TASSE DOVUTE DAL MARITO. DENUNCIATI DUE CONIUGI PER SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE. SEQUESTRATI OLTRE 190 MILA EURO

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso, all’esito di specifica attività d’indagine e su delega della Procura della Repubblica di Venezia, hanno proceduto al sequestro di oltre 190 mila euro disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale della Serenissima nei confronti della moglie di un soggetto gravato da debiti tributari per oltre 600 mila euro.

Gli accertamenti condotti dalla Compagnia di Conegliano hanno consentito di acclarare che un imprenditore, residente a San Donà di Piave, formalmente nullatenente, dirottava sui conti della moglie i proventi delle sue attività, fra cui buona parte di quelli destinati al pagamento delle imposte dovute, sottraendosi, così, per oltre 190 mila euro, alle procedure di riscossione attivate a fronte degli ingenti debiti.

L’uomo è risultato gestire diverse società, tra cui alcune operanti a Conegliano e Comuni limitrofi nel settore dell’efficientamento energetico.

Proprio attraverso queste società, l’uomo è riuscito a nascondere le proprie ricchezze, inquadrando fittiziamente la moglie come dipendente e mascherando il trasferimento di denaro come stipendio.

La compiuta ricostruzione del sistema fraudolento ha consentito alle Fiamme Gialle della Città del Cima di denunciare alla competente Autorità Giudiziaria i due coniugi, per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, che prevede la pena della reclusione, nel massimo, fino a quattro anni.

Dinanzi al quadro complessivamente emerso il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Venezia ha emesso, quindi, un decreto di sequestro preventivo dell’ammontare delle disponibilità occultate alle pretese erariali, per oltre 190 mila euro, a fronte del quale, i finanzieri hanno sottoposto a cautela disponibilità giacenti sui conti correnti della donna per l’intero ammontare di quanto disposto.

La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito, e nel rispetto dei diritti dell’indagato che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza (art. 5, comma 1, D. Lgs. n. 106/2006, come introdotto dall’art. 3 del D. Lgs. n. 188/2021).

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